”Alla luce del perdurare di dichiarazioni pubbliche, ancora una volta non riscontrate e supportate da elementi oggettivi, anche diffuse attraverso canali di comunicazione istituzionale e social, Meridionale Petroli ritiene non più differibile un intervento volto a ristabilire una rappresentazione dei fatti fondata su dati verificabili”. È quanto si legge in una nota con cui l’azienda risponde alle dichiarazioni del sindaco di Vibo Valentia, Vincenzo Romeo, rispetto alla questione della delocalizzazione del deposito costiero di Vibo Marina.
L’azienda ”prende atto delle ulteriori dichiarazioni rese dal Sindaco che continuano a rappresentare come acquisiti risultati che, alla luce degli atti e dei fatti, non risultano né definiti né concretamente esistenti”. E precisa che ”il cosiddetto ‘Protocollo d’Intesa’, più volte indicato dal Sindaco Romeo come già definito, è in realtà una mera bozza di circa dodici pagine (di cui 2 adibite a firma) trasmessa dal Comune in data 3 marzo per il tramite dell’Ufficio di Gabinetto, in versione non editabile e priva di qualsiasi contenuto vincolante”.
Il documento ”si limita a prospettare un generico impegno di collaborazione tra le parti per valutare, in via meramente eventuale e con un termine di durata, un’ipotesi di delocalizzazione che deve vedere tutti i soggetti coinvolti concordi, senza prevedere alcun obbligo concreto né alcuna garanzia di realizzazione. Tale bozza, peraltro, non si sa per quale motivo, è stata trasmessa esclusivamente a Meridionale Petroli e non agli altri Enti che, secondo quanto dichiarato, avrebbero partecipato alla sua elaborazione”, si legge nel comunicato.
Lo scorso 16 marzo, Meridionale Petroli afferma di aver trasmesso ”una versione integralmente revisionata e coerente con quanto emerso nella riunione del 30 gennaio a tutti i soggetti coinvolti, senza che ad oggi sia pervenuto alcun riscontro da parte del Comune”. Tra i punti emersi nella riunione con gli Enti, ricorda l’azienda, ”è stato chiarito in modo inequivocabile che non risultano individuate aree idonee, che non vi sono garanzie in ordine al rilascio delle autorizzazioni né alle relative tempistiche, che non è stata assicurata alcuna disponibilità di risorse pubbliche dirette e che non risultano definite le infrastrutture necessarie all’approvvigionamento energetico”.
Peraltro, ”la realizzazione di un deposito costiero simile a quello attualmente in esercizio richiede investimenti dell’ordine di oltre cento milioni di euro e presuppone la presenza di operatori dotati di adeguata solidità finanziaria e comprovata capacità industriale”, prosegue il comunicato, sottolineando ”la distanza tra quanto dichiarato e la realtà sul piano economico e industriale”.
