Riceviamo e pubblichiamo:
“Egregio Direttore,
Leggendo l’articolo pubblicato su alcune testate locali (CityNow, Approdo Calabria, etc.) relativo alla mozione di sfiducia presentata nei confronti del sindaco facente funzioni di Platì, Giovanni Sarica, la prima reazione è stata quasi di incredulità.
Si è pensato, per un attimo, che potesse trattarsi di un classico pesce d’aprile. Ma oggi è il 3 aprile, e dunque appare evidente che non siamo di fronte a uno scherzo, bensì all’ennesimo episodio che lascia sgomenti per modalità e tempistiche.
Dall’articolo si apprende che è stata formalmente protocollata una mozione di sfiducia nei confronti del sindaco facente funzioni, sostenuta anche da alcuni consiglieri di maggioranza, in un contesto descritto come di “grave frattura istituzionale” e “paralisi amministrativa” .
Ed è proprio qui che nasce una domanda semplice ma fondamentale: che senso ha presentare oggi una mozione di sfiducia contro un sindaco facente funzioni, entrato in carica non per scelta politica diretta ma a seguito della decadenza del precedente sindaco Sergi, quando mancano meno di 60 giorni alle elezioni comunali?
Una mozione di sfiducia, per sua natura, è uno strumento politico forte che comporta conseguenze rilevanti per l’ente. Ma proprio per questo dovrebbe avere una logica, una visione, un obiettivo chiaro per la comunità. Qui invece si fatica a intravedere altro se non una mossa incomprensibile, fuori tempo massimo.
Qual è l’utilità concreta di questa iniziativa a poche settimane dal voto?
Quale beneficio porta ai cittadini di Platì?
O si tratta semplicemente dell’ennesima pagliacciata politica?
E ancora: tra i firmatari, ci si rivolge direttamente al signor Leonardo. In questi cinque anni di consiliatura, quale contributo ha dato alla comunità?
A Platì, infatti, non si ha memoria di una sua attività politica incisiva. Non è dato sapere quante mozioni abbia presentato, quante proposte abbia avanzato, quali battaglie abbia portato avanti.
Nel dubbio, si potrebbe pensare che questo numero sia pari a zero.
È legittimo allora chiedersi con quale credibilità oggi si tenti di impartire lezioni politiche o di promuovere atti così eclatanti, proprio a ridosso di una tornata elettorale che restituirà ai cittadini la parola.
Platì merita serietà, coerenza e rispetto. Non operazioni che appaiono più come teatrini che come azioni nell’interesse della collettività”.
Rossi Giovanna (Giannina) – cittadina di Platì
