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“Un Gramsci mai visto” al Cine Teatro Metropolitano: la rassegna “Oltre i Confini” prosegue a Reggio Calabria

Promossa dalla Fondazione Girolamo Tripodi, continua al Cine Teatro Metropolitano la Seconda Rassegna teatrale “Oltre i Confini: Voci di Resistenza e Speranza, Storie di Lotta e Solidarietà”.

Si tratta di una nuova sfida per la Fondazione Girolamo Tripodi che dimostra la sua capacità di allargare la sua proposta culturale nella città di Reggio Calabria oltreché a Polistena. In tal senso a Reggio Calabria con questa seconda edizione della rassegna teatrale prosegue l’attività della Fondazione Girolamo Tripodi.

Il quarto appuntamento si svolgerà Giovedì 22 gennaio, alle ore 18,30 al Cine Teatro Metropolitano con lo spettacolo

“UN GRAMSCI MAI VISTO”

spettacolo sulla vita, l’azione e il pensiero di Antonio Gramsci, di e con ANGELO D’ORSI, con musiche e canti della tradizione popolare eseguite dai MATTANZA, uno dei più prestigiosi gruppi reggini.

Premesso che Antonio Gramsci è il pensatore italiano, dopo il XVI secolo, più tradotto e più studiato oggi nel mondo, ma poco conosciuto in Italia, al di fuori della ristretta cerchia di specialisti, sembra necessario rompere questo steccato, e far arrivare Gramsci al più vasto pubblico, a un pubblico “popolare”.

I tempi sono maturi per riscoprire parole, idee, insegnamenti di vita di questo straordinario personaggio: l’educatore, il militante rivoluzionario, il dirigente politico, il pensatore a tutto campo. Specie oggi, in una fase storica in cui abbiamo tutti bisogno di bussole e punti di ancoraggio per uscire da questa lunga “notte della repubblica”.

Gramsci, con la ricchezza del suo pensiero critico, con la sua volontà dialogica, con la sua dirittura morale, con il suo rigore intellettuale, con la sua originalità e creatività di linguaggio, con i suoi interessi così ampi e multiformi, appare un punto di riferimento tanto importante quanto negletto. Uno strumento per orientarsi nella modernità, e coglierne i segni contraddittori, come egli nella sua elaborazione tentò di fare.

A partire dal libro “Gramsci. Una nuova biografia” (Feltrinelli, 2017; nuova ediz. riv. e accr., ivi, 2018, ora completamente rifatta col titolo Gramsci. La biografia, Feltrinelli 2024), la prima opera che ricostruisce integralmente vita e pensiero dell’illustre Sardo, Angelo D’Orsi, già professore di Storia del Pensiero politico all’Università degli Studi di Torino ed attualmente docente a contratto al Politecnico di Torino, ha deciso di far conoscere quella vita in una forma teatrale, con un Gramsci che si racconta in prima persona. L’appassionata narrazione della vita di Gramsci, dipinta in sette monologhi concatenati, dialoga con momenti di musica e canti popolari di lotta e di lavoro, tratti dalla tradizione orale contadina e operaia coeva a Gramsci.

La storia umana di Gramsci, viene così proposta, in un intreccio con le vicende politiche e l’elaborazione di un pensiero originale, all’interno dei diversi contesti geografici, politici e umani, dalla Sardegna a Torino, dalla Russia a Ustica, dal carcere di San Vittore a quello di Turi, fino alla clinica di Formia e quindi di Roma, dove morrà, dopo aver essersi dedicato alla stesura di due capolavori come i Quaderni del Carcere e le Lettere.

Lo spettacolo costituisce un unicum che riesce a coinvolgere lo spettatore mediante il ricorso a molteplici registri e diversi linguaggi. Gramsci stesso non soltanto amava il teatro, e fu critico teatrale, ma riteneva il teatro un formidabile mezzo di pedagogia di massa. Era attentissimo ai fenomeni e alle manifestazioni di folclore, inoltre amava la musica e teorizzò il concetto di nazionale-popolare. Si tratta dunque di un vero spettacolo gramsciano, oltre che di uno spettacolo su Gramsci, recitato in prima persona come se il narratore/attore – interpretato da Angelo D’Orsi – fosse lo stesso Antonio Gramsci.

Lo spettacolo è stato coronato sempre da un notevolissimo successo di pubblico e consenso di critica.

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