Nella mattinata odierna, i Carabinieri del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità di Reggio Calabria, supportati in fase esecutiva da militari del Gruppo Carabinieri per la Tutela della Salute di Napoli e dai reparti dell’Arma territorialmente competenti, hanno dato esecuzione all’ordinanza con la quale il G.I.P. di Reggio Calabria ha disposto l’applicazione di misure cautelari coercitive e interdittive nei confronti di 12 (dodici) persone ritenute responsabili – a vario titolo – dei reati di “associazione per delinquere, falso ideologico e materiale, esercizio abusivo della professione sanitaria, accesso abusivo a sistema informatico, truffa aggravata in danno del Sistema Sanitario, favoreggiamento personale, peculato e corruzione”.
I provvedimenti, emessi dal Giudice per le Indagini Preliminari, costituiscono l’esito della complessa attività di indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria e svolta dal Nucleo Antisofisticazioni e Sanità di Reggio Calabria, in esito alla quale venivano raccolti gravi indizi in ordine all’esistenza di un’associazione per delinquere operante a Reggio Calabria e provincia, composta: dal titolare e dai dipendenti di un’azienda di trasporti, dal responsabile commerciale per la Regione Calabria di una multinazionale operante nel campo della fornitura di gas medicali per ossigeno–terapia e, ancora, da farmacisti, medici specialisti dipendenti dall’A.S.P., medici di medicina generale, faccendieri vari e pazienti conniventi.
Gli elementi raccolti attraverso articolate investigazioni tradizionali e di natura tecnica, come compendiati nell’ordinanza cautelare emessa dal GI.P., consentivano di ricostruire – salve le successive valutazioni di merito – le modalità operative del sodalizio criminale, che, attraverso l’impiego di piani terapeutici, prescrizioni mediche e documenti di trasporto falsi, certificava la consegna – di fatto mai avvenuta – di numerosissime di bombole di gas medicale (generalmente utilizzato per patologie pneumologiche e/o terminali) a pazienti compiacenti, ignari o inesistenti, ponendo il costo del menzionato dispositivo sanitario a carico del Sistema Sanitario Nazionale e di quello Regionale.
Oltre alle misure coercitive personali e interdittive, il provvedimento emesso dal Giudice per le Indagini preliminari ha disposto il sequestro della Ditta di Trasporti titolare della gestione, commercializzazione e distribuzione del gas medicale, nonché della somma di euro 48.000,00 nei confronti della multinazionale fornitrice del predetto dispositivo medico.
Il procedimento relativo alle accennate ipotesi di reato è attualmente nella fase delle indagini preliminari, ragion per cui le persone sottoposte a misura cautelare dall’Autorità Giudiziaria devono ritenersi presunte innocenti fino all’eventuale definitivo accertamento della loro colpevolezza nella successiva sede processuale.
