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Il movimento civico di Villa San Giovanni (RC): “Sulla trasparenza e accesso civico è intervenuto il Prefetto”

Siamo di fronte alla più grande, ma anche la più bassa, rappresentazione dell’ipocrisia e mistificazione che la città di Villa San Giovanni abbia mai conosciuto ed i giorni a seguire non potranno che aggravare una situazione che va oltre il limite del rispetto per la città e per i cittadini.

Dopo la nostra comunicazione con richiesta di intervento al Prefetto di Reggio Calabria, a causa delle evidenti e gravissime violazioni alle norme sulla trasparenza e sull’accesso civico, l’intervento dell’Ufficio Territoriale del Governo non si è fatto attendere e con una pec ha intimato al sindaco la nomina del Responsabile della prevenzione della corruzione e trasparenza, incarico normalmente svolto dallo stesso soggetto.

Tuttavia la notizia della successiva immediata nomina, con decreto sindacale, è stata data come se fosse stata una scelta amministrativa, senza che venisse dato alcun peso alla fallimentare gestione dei rapporti con i cittadini e con le norme di legge, trattate da chi amministra come un inutile fastidioso orpello di cui fare a meno, mentre UE e lo Stato Italiano attribuiscono alle regole sulla trasparenza una rilevanza strategica in funzione dell’obiettivo di coinvolgere e incentivare la partecipazione dei cittadini alla vita collettiva.

Questo metodo “borbonico” di gestione della cosa pubblica, oltre ad esprimere la cifra di una totale inadeguatezza dell’attuale classe amministrativa, indica come gli atti in attesa di risposta nascondano verità inconfessabili e la cui sintomatica espressione è stata già espressa su un’ondivaga gestione delle questioni economico-finanziarie e sulle ambigue e discutibili regole d’ingaggio con almeno una parte della minoranza.

Una questione gravissima perché lede il principio di legalità ed imparzialità che deve accompagnare tutte le attività di ogni pubblica amministrazione e sottende a meccanismi indecifrabili che, fortunatamente, non sono sfuggiti ai più attenti.

Senza un freno a questa deriva istituzionale, diventa facile riempire gli auditorium con supporters, parenti e tifosi ed, in fondo, noi ci stiamo comportando esattamente come indicato dal sindaco: facendo leva e chiedendo gli interventi di quelle autorità, in attesa di attivarne delle altre, senza il timore di essere smentiti. Il rispetto delle istituzioni passa per il rispetto delle regole date e nessuno può e deve sentirsi immune da questo.

Altro che “insieme” e altro che “beni comuni”! Ogni giorno di più si ha la consapevolezza di essere di fronte alla replica della rappresentazione cinematografica del “Marchese del Grillo”, dove tutto il resto del mondo è costretto a fare la parte dei popolani, cui la nobiltà del censo non deve dar conto.

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