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“Chiediti se sono felice”: a Isola Capo Rizzuto la scuola diventa laboratorio di inclusione

L’inclusione come momento di crescita personale e della collettività. La disabilità come ricchezza e non come limite. Sono alcuni dei messaggi lanciati dai testimoni del mega progetto scolastico “Chiediti se sono felice” approdato nel Polo Tecnico professionale di Isola Capo Rizzuto nel Polo Tecnico professionale.

Ideato dall’associazione “Il Dono” di Alfonso Toscano e dalla già Garante della Salute della Regione Calabria Annamaria Stanganelli, il progetto continua il suo viaggio nelle scuole superiori di secondo grado della regione, sdoganando temi complessi ma, purtroppo, molto diffusi tra gli adolescenti (bullismo, cyberbullismo, disturbi alimentari, dipendenze), affiancando gli interventi di importanti autorità civili e militari al potere della testimonianza e dell’esempio.

Ad aprire la manifestazione, moderata dalla giornalista Tiziana Bagnato, il monologo sulla bellezza dell’inclusione “La storia di Shay” interpretato magistralmente dall’attrice Annalisa Insardà.

Dopo i saluti del dirigente del Polo Tommaso Bubba e del vice sindaco del Comune di Isola Capo Rizzuto Andrea Lio, a prendere la parola è stato il questore vicario di Crotone Mario Lanzaro il quale ha lanciato l’allarme sul mancato uso consapevole dei social, troppo spesso visti come un “mondo virtuale”, trascurando le conseguenze che un loro uso distorto può avere sulla vita reale.

Tante le toccanti testimonianze che hanno arricchito la manifestazione. A partire da quella di Maila Ricca, nata con una grave forma di disabilità e vittima di bullismo. Tenace, caparbia e intelligente Ricca ha affrontato e affronta i suoi demoni con la determinazione di chi non ha intenzione di mollare. Grazie all’amorevole sostegno della madre Nila Ricciardi, oggi è laureata in sociologia, prosegue gli studi, è campionessa di parataekwondo Fita, ed incontra i giovani motivandoli ad essere coraggiosi e resilienti, ma anche a denunciare gli abusi subiti.

Splendida anche la testimonianza della campionessa paralimpica di Triathlon Anna Barbaro, diventata ipovedente a 25 anni. Senza farsi piegare dalla tragedia accadutale, la Barbaro oggi colleziona successi sportivi e non solo. Ha già una seconda laurea e sta studiando per la terza, lavora ed è impegnata nel sociale e nel dialogo con i giovani per spingerli a stringere a sé la propria vita e a non lasciarsi mai abbattere.

Per creare un’inclusione reale a livello umano e lavorativo, Eugenio Iannella, calabrese d’origine e romagnolo d’adozione, ha aperto il locale “Civico 25 – Il gusto dell’inclusione”. Qui lavorano ragazzi con diverse forme di disabilità che hanno trovato non solo un’occupazione, ma anche un luogo in cui non essere giudicati per la loro disabilità, ma in cui essere visti come persone.

Angelina Giaquinta, psicologa del Centro Lucrezia servizi per l’autismo, ha parlato, invece, di inclusione su un territorio difficile come la Calabria. Partendo dal racconto delle difficoltà delle famiglie e dei professionisti che si occupano di seguire i ragazzi nella crescita e nella vita adulta,  Giaquinta ha illustrato le tante le attività messe in campo in questi anni, fino al lido inclusivo di Isola Capo Rizzuto. Nel lido lavorava il figlio, Filippo Verterame, rimasto ucciso in una rissa. La psicologa ha ricordato come l’inclusione fosse il suo sogno invitando poi a fare in modo che quel luogo rimanga un’isola felice di socializzazione e occupazione per i ragazzi autistici.

Ad esibirsi in una composizione dedicata proprio a Filippo, il pianista Alessandro Marseglia.

Il mega progetto “Chiediti se sono felice” coinvolgerà 10mila studenti calabresi, in un percorso che si concluderà a maggio 2026, ed è realizzato in collaborazione con la Questura di Catanzaro, la Prefettura, la Regione Calabria e  l’Asp di Catanzaro.

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