“Quanti anni deve vivere un uomo prima che gli sia concesso di essere libero, quante volte può un uomo voltare la faccia e fingere di non aver visto… La risposta, amico, è dispersa nel vento” - Bob Dylan – “Blowing in the wind”
HomeCalabriaCosenzaSi rafforza la candidatura di Cosenza al titolo di Città Italiana dei...

Si rafforza la candidatura di Cosenza al titolo di Città Italiana dei Giovani

Manca poco alla scadenza prevista, il prossimo 4 marzo,  per designare la Città Italiana dei Giovani. Cosenza è in piena corsa, con il suo dossier “Confluenze”, ben confezionato dal Consiglio comunale dei Giovani e dal suo Presidente Salvatore Giordano. Un progetto che poggia su diverse macro aree di intervento che vanno dall’area educativa a quella scientifica e tecnologica, dall’area civica a quella culturale, sociale e ambientale e nel quale sono appunto “confluite” tutte le energie dei ragazzi cosentini. A rafforzare la candidatura di Cosenza e la sua più che legittima aspirazione al titolo di Città Italiana dei giovani, si è svolta questa mattina, nella sala consiliare di Palazzo dei Bruzi, una nuova manifestazione introdotta dal Presidente del Consiglio comunale Giuseppe Mazzuca ed alla quale avrebbe dovuto partecipare anche l’europarlamentare Sandro Ruotolo, bloccato a Roma in aeroporto per uno sciopero degli aerei. Alla seduta odierna del Consiglio comunale dei Giovani hanno partecipato non solo i 32 ragazzi che lo compongono, ma anche tanti altri giovani studenti che hanno riempito i banchi del Consiglio. “E’ veramente una grande emozione vedere tutti questi giovani nella nostra sala delle adunanze – ha esordito Mazzuca. Ne sono fiero e orgoglioso. Oggi è una giornata importante – ha proseguito il Presidente della massima assemblea cittadina, rammaricandosi della forzata assenza di Sandro Ruotolo. “Vogliamo rafforzare la candidatura di Cosenza a Città dei giovani – ha poi proseguito Giuseppe Mazzuca-. “Cosenza – ha ricordato -è stata una delle prime città, se non la prima città italiana, che ha istituito il Consiglio comunale dei giovani e devo ringraziare la consigliera delegata Alessandra Bresciani che ha voluto fortemente questo progetto. Sono ormai quasi due anni che il Consiglio comunale dei giovani si è insediato. Ha lavorato benissimo. E la nostra – ha precisato Mazzuca – non è stata un’operazione di facciata, ma finalizzata a valorizzare un lavoro che oggi è sotto gli occhi di tutti”. Poi Mazzuca ha ringraziato tutti e 32 i ragazzi del consiglio e gli altri che hanno partecipano alla manifestazione. “Cosenza – ha aggiunto – merita questo riconoscimento perché nel concreto, nei fatti, è la città dei giovani e lo constatiamo tutte le volte che organizziamo una iniziativa, verificando sempre una partecipazione convinta e massiccia. Mi auguro che riusciremo ad arrivare al traguardo. I nostri ragazzi si sono impegnati in maniera forte e senza risparmio di energie. Ecco perché è un risultato che meriterebbero ampiamente. E’ importante per noi, uomini e donne delle istituzioni, avere momenti di confronto continuo con le nuove generazioni da cui possiamo solo trarre dei suggerimenti ed un reciproco arricchimento. Penso che voi siete la classe dirigente del futuro. Da qui a pochi anni potrete prendere il nostro posto. Chi non intercetta la fiducia dei giovani non ha prospettive, né lungimiranza. Insieme dobbiamo percorrere la strada che porta ad avere un futuro ricco di soddisfazioni. Evviva Cosenza, evviva i giovani!”. E’ poi intervenuta la consigliera comunale Alessandra Bresciani, delegata alle relazioni con il Consiglio comunale dei giovani, che ha sottolineato l’importanza del dossier Confluenze “che mette al centro – ha detto – partecipazione, educazione, innovazione e cittadinanza attiva. Con il dossier Confluenze, costruito insieme al Consiglio Comunale dei Giovani, la città afferma una scelta precisa: mettere le nuove generazioni al centro dello sviluppo urbano, culturale e sociale. I giovani non sono spettatori, ma protagonisti. Sono loro ad aver contribuito a immaginare una Cosenza che educa, che innova, che crea opportunità, che apre spazi di partecipazione e di cittadinanza attiva. Una Cosenza che unisce scuola, cultura, scienza, ambiente e creatività in un’unica direzione. Questa candidatura è un atto di fiducia e di responsabilità. E’ la promessa di una città che vuole crescere con i suoi giovani, non al loro posto. E l’inizio di un percorso che può trasformare Cosenza in un laboratorio nazionale di energie, idee e talenti”. Intriso di riferimenti all’Europa, poi, l’intervento del Presidente del Consiglio comunale dei giovani, Salvatore Giordano, che lo aveva preparato per la presenza dell’europarlamentare Sandro Ruotolo, rimasto poi bloccato a Roma. “Per comprendere dove vogliamo andare – ha detto Salvatore Giordano – dobbiamo ricordare da dove veniamo. L’Europa nasce dalle macerie. Nasce quando uomini che si erano combattuti per decenni – da Robert Schumann ad Alcide De Gasperi, fino a Konrad Adenauer – compresero che la pace non si proclama, si organizza; e decisero, con la Dichiarazione Schumann, di mettere in comune carbone e acciaio, cioè le materie prime della guerra, per renderla materialmente impossibile. L’Unione non è nata per distribuire fondi, ma per sostituire la logica del conflitto con quella dell’interdipendenza, per trasformare il sospetto in cooperazione e il nazionalismo in progetto condiviso”. Giordano ha poi sollevato degli interrogativi. “Quali sono le materie prime del conflitto contemporaneo che dobbiamo mettere in comune per impedire nuove fratture? Per la nostra generazione la risposta è chiara: conoscenza, diritti, mobilità equa, transizione ecologica, innovazione, giustizia sociale. Sono queste le infrastrutture del futuro. Per troppi giovani del Sud l’Europa è stata raccontata come un altrove. Una parentesi di sei mesi chiamata Erasmus. Un aeroporto. Una promessa da inseguire altrove perché “qui non c’è niente”. È una narrazione che abbiamo interiorizzato e che rischia di diventare profezia autoavverante. Ma noi rifiutiamo questa riduzione. L’Europa non può essere solo mobilità in uscita. Deve essere anche diritto a restare. Noi non vogliamo un’Europa che si limiti a compensare gli svantaggi. Vogliamo un’Europa che valorizzi le potenzialità. Il Mediterraneo non è un margine: è una piattaforma strategica. La Calabria non è un confine interno: è un punto di connessione. E se l’Europa saprà essere fedele alla sua promessa originaria – trasformare le fratture in fondazione – allora Cosenza, la Calabria, il Sud non saranno periferie da colmare, ma centri di una nuova stagione europea”.

Articoli Correlati