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Referendum Giustizia, Falsetta (UAC): “Il cittadino deve votare per la norma e non per una polarizzazione”

Ho sempre nutrito un profondo rispetto nei confronti del Procuratore Gratteri, però questa volta ritengo che il suo approccio al “referendum sulla giustizia” potrebbe essere percepito come una forma di manicheismo politico rivolto a polarizzare l’elettorato su una contrapposizione ideologica tra buoni e cattivi, nonchè come un tentativo di delegittimare moralmente chiunque sostenga la riforma.

E’ quanto dichiara in una nota il Presidente dell’UAC- Unione Avvocati Cosenza, l’Avv. Filomena Falsetta.

Un’opinione personale polarizzata, nel momento in cui viene manifestata pubblicamente da figure influenti, potrebbe agire come una vera e propria forza gravitazionale sul dibattito pubblico.

Tra gli elettori vi sono infatti quelli che hanno una naturale tendenza a cercare scorciatoie cognitive e a semplificare la realtà, e se un leader d’opinione come Gratteri esprime una posizione netta, offre ai propri seguaci una cornice già pronta.

Questo significa che l’elettore non si chiederà più cosa rappresenti realmente la separazione delle carriere; che il testo del quesito non verrà nemmeno letto e che il voto smetterà di essere una scelta razionale.

Insomma, si genererebbe un rumore di fondo così forte da coprire il contenuto reale della riforma e il merito tecnico della legge passerebbe inevitabilmente in secondo piano.

Per esempio – continua Falsetta -, passerebbe in secondo piano che il “SI” punta a realizzare una netta distinzione tra le funzioni del pubblico ministero e quelle del giudice, rivolta a garantire un equo processo con un giudice terzo e imparziale; ancora, passerebbe in secondo piano che il “SI” mira ad evitare che chi giudica e chi accusa appartengano allo stesso corpo professionale e abbiano carriere intrecciate, così come passerebbe in secondo piano che il “SI” ha l’obiettivo di limitare le correnti interne alla magistratura nella gestione delle nomine e del potere, nonché quello di introdurre il sorteggio per il CSM, puntando così ad eliminare le logiche di scambio elettorale tra magistrati e favorendo trasparenza e pari opportunità.

Il cittadino deve votare per la norma, e non per una polarizzazione – conclude.

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