“I parcheggi riservati alle persone con disabilità sono uno strumento fondamentale per garantire mobilità, autonomia e partecipazione alla vita quotidiana. Non si tratta di un privilegio, ma di un supporto concreto pensato per ridurre ostacoli e difficoltà che, altrimenti, renderebbero molte attività quotidiane più complesse o addirittura impossibili.
Accanto ai casi più evidenti di uso scorretto, esiste una situazione più delicata e spesso legata alla buona fede: l’utilizzo del contrassegno da parte di familiari o amici della persona con disabilità mentre stanno svolgendo commissioni per suo conto. È una circostanza che può trarre in inganno, ma su cui è importante fare chiarezza per evitare comportamenti involontariamente scorretti.
Il contrassegno è strettamente personale e può essere utilizzato esclusivamente quando la persona con disabilità è effettivamente presente a bordo del veicolo, sia come conducente sia come passeggera. Anche attività utili e svolte con le migliori intenzioni – come fare la spesa, andare in farmacia o sbrigare pratiche – non rendono legittimo l’uso del parcheggio riservato se il titolare non è in auto.
È proprio con l’obiettivo di tutelare un diritto e allo stesso tempo offrire un chiarimento corretto che l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti di Catanzaro ritiene importante richiamare l’attenzione su questo aspetto. Non per rimproverare, ma per aiutare familiari e amici delle persone con disabilità a orientarsi correttamente e a non incorrere, anche in buona fede, in un uso improprio del contrassegno.
Non è raro, infatti, che in seguito a contravvenzioni per l’uso improprio del contrassegno siano proprio i familiari a rivolgersi all’UICI chiedendo supporto o chiarimenti. In molti casi si tratta di situazioni nate da una conoscenza incompleta della normativa. Tuttavia, è importante essere consapevoli che non sempre è possibile intervenire o offrire assistenza, soprattutto quando l’infrazione è oggettiva e chiaramente prevista dalla legge.
Fare informazione e prevenzione diventa quindi fondamentale per evitare disagi, sanzioni e incomprensioni che possono essere fonte di frustrazione per tutti.
Ogni parcheggio riservato occupato senza diritto può diventare un ostacolo per un’altra persona con disabilità che ne ha reale necessità in quel momento, costringendola a rinunciare o ad affrontare difficoltà aggiuntive. Chi vive quotidianamente accanto a una persona con disabilità conosce bene il valore di un parcheggio vicino a un ingresso, di un percorso più breve e sicuro, di un accesso senza barriere.
Usare correttamente il contrassegno significa contribuire a preservare questi diritti per tutti, evitando che un’agevolazione pensata per garantire inclusione e autonomia si trasformi, anche inconsapevolmente, in una consuetudine dannosa.
Questo messaggio vuole essere un invito alla consapevolezza e al rispetto reciproco. Le regole esistono per tutelare chi è più esposto alle difficoltà e rispettarle è un gesto concreto di civiltà. Anche da scelte apparentemente piccole, come un parcheggio, passa la qualità della convivenza e l’attenzione verso le persone con disabilità”.
Così in una nota la sezione territoriale Catanzaro dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti.
