Corbelli (Movimento Diritti Civili) abbandona Facebook per protesta: "Siamo al Regime assoluto e alla soppressione totale del dissenso"

Lo aveva annunciato e l'ha fatto. Scaduto "l'ultimatum" il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, ha da ieri abbandonato Facebook, per protesta contro quella che considera "una grave, ingiustificata e assurda sospensione di sette giorni (finita ieri) per aver, in un post, contestato l'obbligo vaccinale per insegnanti e militari e denunciato il dramma dei precari della scuola".

Corbelli aveva lanciato un "ultimatum" a Facebook: "Rimettere subito il post rimosso e annullare la immotivata e ridicola sospensione". Così come lo stesso social aveva fatto una ventina di giorni fa per un altro post, prima rimosso e sanzionato (con altri sette giorni di sospensione) e poi rimesso con tante scuse a Corbelli. Questa volta invece l'invito del leader di Diritti Civili non è stato accolto. Da qui la decisione di lasciare Facebook, dopo molti anni e di continuare le sue battaglie civili, libertarie, di Giustizia e le iniziative umanitarie dalla pagina Politica del sito del Movimento www.diritticivili.it.

"Siamo oramai al Regime e alla soppressione totale e, in alcuni casi, anche brutale (come nel caso delle cariche ai pacifici e inermi portuali di Trieste) del dissenso in Italia! Non c'è più libertà e democrazia se si arriva a censurare finanche un Movimento, simbolo gandhiano e di non violenza, come Diritti Civili, conosciuto e apprezzato in Italia e nel mondo per la sua trentennale storia di impegno civile, libertario, di giustizia e per le innumerevoli iniziative umanitarie".

Per annunciare il suo abbandono da Facebook Corbelli ha scritto, accanto al vecchio logo del Movimento, "Chiuso per protesta! Un simbolo non si censura", pubblicando tre foto storiche della lunga, trentennale storia di Diritti Civili.

Una protesta, con il cartello Giustizia, a Roma nel 1995; un sit-in a Napoli, nel 1994, con addosso il cartello "Si al diritto alla vita! Di tutti!" e la foto della giovane nigeriana Kate, mentre ringrazia Corbelli, all'uscita dal carcere di Castrovillari, settembre 2011, per averla salvata dalla lapidazione nel suo Paese, facendola rimanere in Italia, grazie ad una mobilitazione internazionale straordinaria che aveva raccolto oltre 12.500 adesioni da più di 60 Paesi di tutti e cinque i Continenti.

Corbelli, ricordiamo, è il promotore anche del Cimitero internazionale dei Migranti, la più grande opera umanitaria legata alla tragedia dell'immigrazione, in fase di realizzazione a Tarsia, unica del genere in tutto il mondo, conosciuta e apprezzata a livello internazionale.