Agguato nel Milanese: ucciso broker del narcotraffico in rapporti con la 'ndrangheta

agguatobuccinascoE' morto questa mattina, in un agguato a Buccinasco, nel Milanese, il pregiudicato Paolo Salvaggio. Di origini siciliane, la vittima è considerata un broker del narcotraffico ed era sottoposto agli arresti domiciliari con permesso di uscita dalle 10:00 alle 12:00.

Mentre percorreva a bordo della sua bici via della Costituzione, Salvaggio è stato colpito da alcuni proiettili esplosi da uno scooter su cui viaggiavano due persone. Secondo le prime ricostruzioni, il 60enne è stato raggiunto da tre colpi di pistola, l'ultimo sparato alla testa mentre era già a terra. La vittima è morta all'ospedale Humanitas di Rozzano dopo essere stata trasportata in condizioni gravissime.

Le indagini sono condotte dal nucleo investigativo del Comando Provinciale dei Carabinieri di Milano. Il caso coinvolge anche la Direzione distretturale Antimafia di Milano. In via della Costituzione è arrivato infatti anche il pm della Dda Gianluca Prisco che, insieme al pm di turno Carlo Scalas, sta parlando con i militari del nucleo investigativo dei Carabinieri, diretti dai tenente colonnello Antonio Coppola e Cataldo Pantaleo.

Poteva uscire due ore al giorno e in quelle due ore, in piena mattinata, è stato ucciso non lontano da casa, "immagino da professionisti - spiega il sindaco Rino Piuri - arrivati in scooter, che quando era a terra gli hanno sparato un ultimo colpo alla testa". Il sindaco ha fatto le condoglianze alla ex moglie che era in lacrime e stava parlando con i carabinieri quando l'ha chiamata.

Salvaggio aveva precedenti per droga dal 1992, e aveva rapporti con la 'ndrangheta e pare anche con altre famiglie mafiose. "Noi - aggiunge Pruiti - abbiamo diverse telecamere intelligenti che già in altri casi sono state risolutive e le abbiamo messe a disposizione delle forze dell'ordine che le stanno visionando.

"Adesso bisogna capire perché dopo decenni qui si ricomincia a sparare. Evidentemente sono saltati gli equilibri fra le famiglie" della criminalità organizzata. Il primo cittadino dice all'ANSA che la "preoccupazione è altissima" dopo l'assassinio per strada di Paolo Salvaggio, avvenuta in mattinata accanto al Parco Spina Azzurra, "una delle zone più frequentate del paese".

"Sono decenni che pregiudicati e famiglie di mafia vivono qui. Lo diciamo da decenni. La proporzione di locali sequestrati alle mafie che abbiamo qui è più alta che a Reggio Calabria, uno ogni mille abitanti" aggiunge. Ma finora gli 'affari' della criminalità organizzata erano rimasti sotto traccia: "L'ultimo morto ammazzato risale alla fine degli anni '80".

Salvaggio era, spiega, una sorta di "ponte fra la 'ndrangheta e altre famiglie di mafia", da qui il timore che, saltati gli equilibri, si inizi una sorta di guerra per il potere. Il problema - aggiunge Pruiti - c'era prima e c'è oggi. Abbiamo tutte le più importanti famiglie di 'ndrangheta che qui vivono. L'attenzione deve rimanere alta e noi lo diciamo da anni. Magistratura e forze dell'ordine - conclude - si occupino in maniera decisa di questo territorio".

(foto Ansa)