Confartigianato: “Abusivismo e lavoro nero danneggiano le aziende, servono controlli migliori”

"L'abusivismo, il sommerso e il lavoro nero mettono a rischio le aziende artigiane". Un fenomeno crescente secondo i dati Confartigianato. Per l'associazione di categoria servono "controlli adeguati e innovativi unitamente ad una sana educazione civica e sanitaria dei cittadini"

"Gli artigiani che operano in Calabria devono fare i conti ogni giorno con aziende 'fantasma' che circolano e lavorano senza essere vigilati da alcun organo istituzionale, perché a tutti sconosciuti , fuorché ai tanti inconsapevoli cittadini, che spesso non si rendono conto della pericolosità di servizi e beni acquistati da chi opera in spregio ad ogni normativa di sicurezza. A questo fenomeno sempre più crescente si accompagna anche l'utilizzo irregolare di lavoratori che contribuiscono ad alterare la produttiva e quindi la competitività tra imprese a scapito di chi svolge l'attività imprenditoriale nel rigido alveo del rispetto di norme legali e fiscali. Questo dato emerge con nettezza da uno studio dell'osservatorio Confartigianato imprese Calabria. Sotto attacco di queste anomalie produttive è il 32 % delle imprese artigiane calabrese.

"Costruzioni, pasticcerie ,autoriparazioni, parrucchieri, estetisti, produzioni di beni, sono alcuni dei settori più esposti. Certo – si legge ancora nel comunicato stampa di Confartigianato - è difficile fare una contravvenzione con l'autovelox ad una vettura senza targa che supera i limiti di velocità; ma se la vettura viene fermata l'identificazione è possibile. Troppe imprese senza targa circolano per la Calabria senza essere identificati. Rispetto a questa anomalia sempre crescente è necessario attivare nuovi e più impegnativi controlli e non fermarsi alle verifiche tradizionali che investono facilmente solo ed esclusivamente le imprese che hanno un codice identificativo, presso tutte le banche dati a partire sconfiggere l'abusivismo ed il lavoro nero che rappresentano uno dei fattori di rischio per l'economia sana".