Sanità, Sul Calabria: "Continua la carenza di personale, denunciamo da un anno"

"Nel mese di gennaio, all'atto della sua nomina, scrivemmo al Commissario Longo una nota articolata per ricordargli i tanti problemi della sanità pubblica e le nostre speranze di interventi precisi e mirati. Altrettanto avremmo successivamente fatto con la Commissaria dell'Azienda Ospedaliera di Cosenza, iniziando una discussione sul cui metodo abbiamo dato un giudizio positivo, tanto da decidere di revocare lo stato d'agitazione proclamato.

Lo stato della sanità è illustrato inesorabilmente dalle fotografie con le ambulanze in coda all'Annunziata di Cosenza. Apprezziamo i risultati ottenuti negli ultimi incontri di qualche giorno fa con la Direzione Sanitaria, dove si è fatto il punto sulle questioni di sicurezza e sui problemi atavici del Pronto Soccorso dell'Azienda Ospedaliera Annunziata–Mariano Santo–S. Barbara di Cosenza". Ma sottolineiamo ancora, ove ce ne fosse bisogno, che ancora rimane drammatica la carenza cronica di personale ad ogni livello, medici, Infermieri ed OSS, come denunciato da noi da oltre un anno, ponendo la questione all'attenzione delle massime Istituzioni territoriali, politiche e sanitarie.

Però, a fronte del silenzio imbarazzante degli altri, siamo ancora alle dichiarazioni della Commissaria Mastrobuono, apprezzabili come detto, ma non sufficienti a modificare una situazione drammatica, fatta di Covid, varianti, terza ondata o quale che sia il numero, e non c'è tregua ad una struttura già carente di personale in condizioni normali, per giunta costretta in ambienti che agevolano le aggressioni ripetute al personale, l'ultima delle quali qualche giorno addietro. Uno scenario apocalittico.

E così si vedono le file di ambulanze stazionare davanti all'area pre-triage senza soluzione di continuità né certezze per i malati e per gli Operatori Sanitari che vorrebbero solo poter fare il loro lavoro in condizioni umane, con dovute garanzie e turni di lavoro normali. Cosa si starebbe chiedendo di così anomalo?

Normalità, si è questa la parola giusta, la normalità che in una pandemia, in piena emergenza, vorrebbe che parole come efficienza e rispetto per il Malato e per il Medico passassero dalla consapevolezza che chi è deputato a decidere e gestire ha l'obbligo di farlo con correttezza e tempestività del buon padre di famiglia, fornendo un idoneo servizio alla collettività e quindi nello specifico alla città di Cosenza, cosa che oggi non è, poiché la carenza di personale e i turni massacranti dei pochi definiti Angeli non appena meno di un anno fa, non consente un servizio idoneo a bilanciare domanda e offerta di questa struttura.

Non è più tempo di proclami, di future assunzioni, di promesse e quant'altro.

La Commissaria cosentina, il Commissario regionale, il Presidente e l'Assessore alla sanità della Giunta regionale, il sindaco di Cosenza non possono porre tempo in mezzo per risolvere con immediatezza problemi di organico, di struttura organizzativa e logistica che il SUL ha messo sul tavolo da oltre un anno, comunicando alle istituzioni di governo e sanitarie, oltre che all'opinione pubblica.

Serve immediatamente personale al Pronto Soccorso e, a nostro avviso e in attesa di procedure burocraticamente più lunghe, va spostato già oggi da altri reparti.

Rifletteteci oggi ma fate presto, domani potrebbe essere troppo tardi e altre vite potrebbero spegnersi magari in attesa di quelle cure che un paese civile non deve e non può negare a nessuno". È quanto afferma in una nota il Segretario Generale Regionale SUL/Calabria Aldo Libri.