Sanità, l’USB: “ La spesa procapite italiana è di 119 euro, in Calabria scende a 22”

"Era una sanità pubblica che tutelava la salute come bene universale ma l'hanno trasformata in aziende con logiche di profitto e di mercato. Nel 1981 avevamo 530 mila posti letto, nel 2017 sono diventati 230 mila! Avevamo la garanzia costituzionale dell'accesso alle cure per tutti e tutte - oggi abbiamo solo cittadini in difficoltà per curarsi. Le politiche nazionali e regionali hanno portato all'aumento del debito e ai commissariamenti Le istituzioni ora chiedono scusa ma sapevano bene lo stato dell'arte e sono responsabili della situazione drammatica che viviamo quotidianamente in Calabria". Non usa giri di parole l'USB relativamente alla sanità calabrese.

"Hanno sottratto i soldi destinati alle regioni meridionali utilizzando la scusa della spesa storica, assegnando più fondi a chi aveva di più e meno a chi aveva meno. Negli ultimi anni 34 miliardi in meno al sud. In Calabria 18 ospedali chiusi, soli 186 posti letto di terapia intensiva per 2 milioni di cittadini, carenza di personale sanitario a causa del blocco delle assunzioni. Dove sono i soldi per gli ospedali chiusi? – afferma il sindacato – oggi ci ripropongono ospedali da "guerra" al posto di strutture dove curarci, e non contenti negli ospedali, a seconda delle necessità, interi reparti vengono riconvertiti – smembrati - a Sars-CoV-2, dalla pneumologia alla medicina interna alle geriatrie. Ovviamente questo significa chiudere le aree a tutti i malati non Covid. Mentre gli operatori sanitari si infettano ( Catanzaro circa 80 – a Cosenza 5 morti) qualcuno avrà qualche responsabilità?"

Infine, un lungo elenco di problematiche irrisolte: "Ad un anno dall'epidemia in Calabria ancora combattiamo per tracciamenti del virus in laboratori che possono esaminane solo pochi al giorno, 320 sanitari non assunti per l'assistenza domiciliare che non hanno bisogno di ricovero, 86 milioni di euro non spesi per la pandemia, altri milioni non utilizzati per creare 74 posti per la pandemia donati dalla Banca d Italia, 134 posti in più che dovevano essere realizzati nelle terapie intensive, creazione degli - U.S.C.A. che garantiscono l'assistenza dei pazienti affetti da Covid-19 che non necessitano di ricovero ospedaliero, allestimento percossi pronti soccorso solo per i malati covid, individuazione di alberghi e locali da dedicare alle famiglie con affetti da covid per la quarantena né per Sintomatici nè tanto meno per asintomatici, allestimento di percorsi per ammalati Covid ed ammalati generali, lavori di ammodernamento delle strutture ospedaliere, solo cantieri aperti ed in attesa di appalti, scarsità di ambulanze di soccorso avanzato – e senza medici, posti letto aumentati? No. Individuazione di alberghi e locali, da dedicare alle famiglie con persone affette da covid ma asintomatiche, per affrontare la quarantena".

"Non serve chiederci scusa, assunzioni e sanità pubblica" è la lapidaria conclusione dell'USB.