«La riscoperta di almeno venticinque secoli di cultura e di storia calabrese – dichiara Ettore Bruno, saggista e studioso di diritto magno greco – potrà essere vera e concreta soltanto quando l’idea di turismo saprà anzitutto affrancarsi da certe visioni astratte e prospettive sempre uguali a se stesse. Il turismo culturale non si lancia allestendo passerelle e avvicinando la bocca a microfoni pronti a ricevere promesse spesso disattese e slogan agitati a disco rotto. E non si avvia neppure saldando al pavimento nuove poltrone di velluto, sempre pronti però a piagnucolare se i Calabresi e specialmente i giovani “scappano” da questa Terra.
Diversamente, un modo di favorire il turismo culturale potrebbe essere, per esempio, quello di mettere insieme pochi e semplici elementi. Un libro, associazioni di promozione culturale e sociale, agenzie di viaggio, infatti, possono rivelarsi capaci, e a costo zero per la collettività, di promuovere e sostenere questo tipo di turismo.
Mesi fa mi ha contattato – racconta Bruno – la referente di un’agenzia di viaggi del Tirreno cosentino, prospettandomi l’idea di una gita organizzata in Sibaritide in occasione della quale auspicava, e mi proponeva, la mia presenza. Il motivo? Un semplice firmacopie e qualche foto con i lettori. In diversi suoi clienti – mi riferiva la signora –, la lettura del mio libro “Kalabria perduta” aveva acceso il desiderio di visitare i luoghi ove si consumò la gloria dell’Antica Sibari. Detto-fatto. Ne usciva un’esperienza, straordinaria anche per me, con più di cinquanta visitatori in un sol giorno lì dove giacciono sepolti i resti di Sybaris.
La scorsa estate – continua il saggista –, insieme a un’associazione culturale di San Sosti abbiamo messo in piedi una rassegna letteraria, in tutto gratuita e autofinanziata, che si articolava in due serate e con la partecipazione di autori giunti da diverse parti della Regione: agli scrittori partecipanti e al pubblico, l’occasione ha offerto la possibilità di conoscere il paese della Valle dell’Esaro, e c’è stato anche chi ha pernottato nelle strutture ricettive del posto.
Infine – conclude l’autore di “Kalabria perduta” −, pochi giorni fa una splendida e meritoria realtà associativa rendese è giunta a Sant’Agata di Esaro per partecipare all’evento letterario in cui si presentava il mio volume “La Calabria del diritto”. La comitiva partita da Cosenza e Rende ha così visitato il borgo per ammirarne le bellezze artistiche e storiche, accolta dalla vicesindaca e accompagnata nell’itinerario da esperti e garbati volontari. Anche in questo caso neppure un centesimo di soldi pubblici ma è bastato un evento letterario».
Queste le ragioni che mi consentono di affermare che letteratura e turismo possono ben rappresentare un connubio da elevare al rango di esempio. Soprattutto in Calabria. Specialmente nella provincia calabrese».
