“Si parla spesso dei piccoli comuni come territori fragili. Noi crediamo siano invece luoghi dove si sperimenta il futuro delle relazioni sociali. Ecco perché partendo dalle ccomunità locali bisogna ripensare, riscrivere il funzionamento dello Stato nei territori a bassa densità, adattando l’organizzazione pubblica alla vita reale dei piccoli paesi. In questo senso l’esperienza del Salotto diffuso di Vakarici può essere considerata un esempio di integrazione tra identità, spazi pubblici e organizzazione dei servizi”.
UN CONFRONTO NAZIONALE SULLE COMUNITÀ LOCALI
È la riflessione che il Sindaco Antonio Pomillo ha condiviso a margine della due giorni degli Stati Generali dei Piccoli Comuni promossi da ANCI conclusisi oggi (venerdì 20) nella Capitale nel contesto della Roma Convention Center La Nuvola. L’iniziativa ha riunito amministratori provenienti da tutta Italia insieme al Governo per discutere organizzazione dei servizi, capacità amministrativa e prospettive dei centri sotto i 5mila abitanti.
“Nelle varie interlocuzioni – aggiunge il Primo Cittadino – abbiamo portato l’esperienza maturata nel progetto del Salotto Diffuso, modello di gestione che integra cultura, spazi pubblici e servizi in un’unica infrastruttura comunitaria”.
IL SINDACO: I PICCOLI COMUNI COME LABORATORIO SOCIALE
“Nei piccoli centri — aggiunge ancora il Sindaco — non si governano soltanto i territori ma una rete di relazioni. Per questo le politiche pubbliche devono partire dalle persone prima che dalle procedure. Il riferimento è alla necessità di modelli amministrativi capaci di adattarsi alle comunità locali, valorizzandone identità e partecipazione”.
DALL’IDENTITÀ NASCONO I SERVIZI
“Ecco perché la qualità amministrativa non dipende solo dalle risorse disponibili ma dalla capacità di costruire coesione. Quando una comunità riconosce i propri luoghi — prosegue — anche i servizi funzionano meglio. L’organizzazione nasce dal senso di appartenenza. Il confronto nazionale, inoltre, è stato occasione di dialogo tra territori diversi ma accomunati dalle stesse esigenze di sostenibilità amministrativa. I piccoli comuni — conclude il Sindaco — non chiedono di essere protetti. Chiedono di essere compresi, perché è nelle comunità coese che si misura la qualità della pubblica amministrazione”.
