«La pubblicazione del Decreto Legge PNRR segna un passaggio decisivo per tanti operatori giudiziari calabresi provenienti dai percorsi di tirocinio part-time, che da troppo tempo vivevano in una condizione di incertezza lavorativa. Oggi si chiude finalmente una lunga stagione di precarietà e si apre una fase di stabilità e riconoscimento professionale».
Lo dichiara la consigliera regionale di Fratelli d’Italia Daniela Iiriti.
«Parliamo di lavoratori che hanno garantito per anni un contributo essenziale al funzionamento degli uffici giudiziari della nostra regione, senza però avere le necessarie garanzie sul proprio futuro. La loro stabilizzazione rappresenta un atto di giustizia e di rispetto nei confronti di chi ha servito lo Stato con impegno e responsabilità».
Iiriti sottolinea «il ruolo determinante del Governo e, in particolare, del Sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro delle Vedove, che ha seguito da vicino il dossier, ascoltando le istanze provenienti dalla Calabria e contribuendo in maniera concreta alla definizione della soluzione normativa».
«Un ringraziamento sincero – aggiunge Iiriti – va anche all’onorevole Wanda Ferro, che ha mantenuto alta l’attenzione sulla vicenda, facendosi portavoce delle esigenze dei lavoratori calabresi nelle sedi istituzionali competenti e sostenendo con determinazione un percorso che oggi si traduce in un risultato storico per il nostro territorio».
«Questo provvedimento dimostra che quando si governa con serietà si affrontano i problemi strutturali e si offrono soluzioni reali, superando definitivamente quelle politiche che in passato avevano alimentato bacini di precarietà senza prospettive. La stabilizzazione degli operatori giudiziari è una risposta chiara e tangibile a chi chiedeva certezze e dignità lavorativa».
«Continueremo – conclude Iiriti – a lavorare affinché il tema del lavoro stabile resti una priorità dell’azione politica, soprattutto in territori come il nostro che hanno pagato per troppo tempo il prezzo dell’incertezza e dell’abbandono istituzionale».
