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Sindacato Nursing Up: “La riforma introdotta dalla legge regionale n. 32/2021 non funziona”

Il sindacato Nursing Up “pur essendo favorevole, in linea di principio, alla riforma del SSR, di cui alla L.R. n. 32/2021 (Istituzione dell’ente di governance della sanità regionale calabrese denominato “Azienda per il Governo della Sanità della Regione Calabria – Azienda Zero), si è dimostrato fin da subito molto scettico riguardo determinati aspetti della riforma stessa, con particolare riferimento a quello riguardante il trasferimento della funzione di “direzione, coordinamento e monitoraggio del Sistema regionale della emergenza urgenza 118 ed elisoccorso” dalle cinque Aziende Provinciali alla neonata Azienda. In effetti il sindacato ha sempre sostenuto che l’accentramento di alcune funzioni, es. le procedure di selezione (concorsi) centralizzate – gli acquisti centralizzati – la programmazione, il coordinamento e la verifica delle politiche relative agli investimenti sanitari, alle tecnologie sanitarie e biomediche – l’autorizzazione all’esercizio e l’accreditamento delle strutture sanitarie e socio-sanitarie svolgendo le funzioni di organismo tecnicamente accreditante – potrebbero contribuire a rendere più efficiente il sistema sanitario regionale, mentre l’accentramento della funzione di gestione del SUEM 118, potrebbe creare gravi disfunzioni del sistema dell’emergenza, per tutta una serie di motivi, a partire dall’allontanamento della governance del sistema dai territori, (ivi compresa la dismissione delle centrali operative), e di conseguenza, dalla perdita del patrimonio umano costituito da competenze/conoscenze e capacità gestionali acquisite in anni di esperienza, anche in riferimento alle diverse specificità territoriali regionali. Infatti, i primi segnali preoccupanti sugli effetti di questa riforma sono giunti proprio dalla Sala operativa 118 sud, riferisce il segretario regionale Stefano Sisinni, e risalgono ai primi mesi del 2024, quando il personale sanitario operante, tramite apposita nota indirizzata ai vari responsabili, segnalava la gravissima situazione nel gestire ed organizzare i soccorsi sul territorio calabrese. In particolare, ben 36 sanitari, tra cui medici ed infermieri, evidenziavano le seguenti criticità: Cronica carenza di personale infermieristico nella sala operativa 118 di CZ; Mancanza di protocolli e adeguata formazione preliminare; Serie problematiche, ed elevata conflittualità, nei rapporti con il personale delle postazioni territoriali dovute alla vastità del territorio da gestire, alla scarsa formazione ricevuta, nonché all’assenza di protocolli adeguati e confronto costruttivo tra il personale della centrale ed il personale operante nelle PET. Locali di lavoro inadeguati e sovraffollati; Gravi problematiche riguardanti i trasporti secondari urgenti ed ordinari che, sistematicamente, determinavano una gravissima carenza di mezzi di soccorso sul territorio, con la scopertura di macroaree causata spesso da consulenze o trasferimenti differibili. Il Nursing Up, venuto a conoscenza di tale grave fatto, ed avendo già ricevuto altre preoccupanti segnalazioni in merito a disfunzioni derivanti dalla messa in atto della nuova organizzazione del sistema emergenza urgenza regionale, in occasione di un incontro regionale tenutosi in data 16 maggio 2024 chiese, al Commissario Straordinario di Azienda Zero pro tempore dr. Miserendino, la costituzione di un apposito tavolo tecnico, parte pubblica/parte sindacale, che si occupasse di risolvere le numerose e complesse criticità segnalate dagli operatori del SUEM 118. Detta richiesta del sindacato rimase ignorata. Così come è stata ignorata la successiva nota del Nursing Up, datata 29 maggio 2024, con la quale si chiedeva un confronto urgente per affrontare le medesime problematiche, inviata, per opportuna conoscenza, anche al Commissario ad Acta per l’attuazione del Piano di rientro dal disavanzo del settore sanitario della Regione Calabria ed al Dirigente Generale Reggente del Dipartimento Salute. Esaminando la situazione odierna, sulla base di dati riferiti quotidianamente dai nostri associati che operano nel SUEM 118, si può certamente affermare che il percorso avviato con la legge regionale n. 32/2021 anziché rappresentare un rilancio del sistema, si sta rilevando una pericolosa involuzione organizzativa. In realtà, la chiusura delle centrali operative di Reggio Calabria, Vibo Valentia e Crotone ha prodotto effetti concreti e misurabili: aumento dei tempi di intervento nei soccorsi (ambulanze costrette a coprire distanze che arrivano a superare i 50 minuti in ordine di tempo), aumento dei tempi di attesa delle ambulanze presso i pronto soccorso, maggiore esposizione del personale a rischi di aggressioni e ripercussioni di carattere medico legale. L’impossibilità di un confronto diretto e costruttivo con le centrali di Cosenza e Catanzaro impedisce, di fatto, la messa in atto e la condivisione di protocolli operativi e svilisce il ruolo del professionista sanitario, ridotto a mero esecutore di ordini. Questo è ciò che ci viene riferito, continua Sisinni, da tanti Medici, Infermieri ed Autisti soccorritori che quotidianamente subiscono i vari disservizi di carattere organizzativo/gestionale, dovuti all’inefficienza del sistema. Ne risente l’intero architrave del servizio emergenza 118: le reti tempo-dipendenti, dove ogni minuto trascorso va ad incidere sulla probabilità di sopravvivenza, prognosi e qualità di vita del paziente a causa anche di un triage sempre meno efficace, che determina indisponibilità di mezzi sui territori e carichi di lavoro estenuanti per il personale sottoposto a condizioni di eccessivo stress da lavoro correlato. Gravi criticità emergono anche sul fronte delle dotazioni strumentali riguardanti le nuove ambulanze, così tanto pubblicizzate, ma che in realtà non dispongono di attrezzature sanitarie volte a garantire elevati standard assistenziali, come ad esempio il sistema di compressione toracica automatica “Lucas”. Pesa anche l’immobilismo amministrativo e gestionale: le Aziende Sanitarie Provinciali risultano, di fatto, svuotate di funzioni reali e il personale del SUEM 118 è privo di riferimenti certi, in un quadro di responsabilità ambigue e governance debole. Un esempio emblematico è rappresentato dal fatto che, ancora oggi, l’intero sistema organizzativo è privo di figure di coordinamento in quanto le ASP non hanno potuto espletare le relative procedure concorsuali per il conferimento degli incarichi di funzione, previsti dal vigente CCNL del Comparto Sanità. È questo il contesto in cui si muove oggi il sistema dell’emergenza urgenza regionale: strutture periferiche depotenziate, procedure bloccate o accentrate senza adeguata regolamentazione, funzioni attribuite in via provvisoria e senza rispettare le norme in materia. Il risultato è sotto gli occhi di tutti e si traduce in operatori demotivati, territori a cui non viene garantita una risposta pronta e adeguata con minori tutele per i cittadini. In questo funesto panorama si sta innestando il procedimento, imposto dalla Regione, riguardante il trasferimento dei lavoratori del SUEM 118 dalle varie ASP ad Azienda Zero, in un clima pieno di incertezze e diffidenza. Operatori già abbastanza provati, che si ritrovano a essere considerati alla stregua di un pacco da spostare da una parte all’altra. Alla luce di questa allarmante situazione il Nursing Up ha avviato, nei giorni scorsi, una rilevazione dati, basata su un questionario da sottoporre a tutto il personale che opera nel SUEM 118, inerente alla riforma ed ai suoi effetti concreti sul sistema dell’emergenza urgenza. I primi dati rilevati risultano alquanto sconfortanti, ma di fatto confermano quanto sostenuto dal sindacato; su un campione di oltre 200 operatori sanitari – costituito da medici, infermieri ed autisti soccorritori – è emerso che il 76% del personale intervistato ritiene che dopo l’entrata in vigore della riforma, introdotta con la legge regionale n. 32/2021, il servizio emergenza urgenza 118, nel rispondere ai bisogni dell’utenza, sia complessivamente peggiorato; il 17% sostiene che il servizio sia rimasto invariato, e soltanto il 7% ritiene che sia migliorato. In merito ad altri quesiti posti dal sindacato è stato ufficialmente riscontrato che l’83% ritiene che le criticità siano consequenziali alla dismissione delle Centrali Operative 118 di Crotone, Reggio Calabria e Vibo Valentia, mentre l’84% del personale è contrario al trasferimento dalla propria ASP di appartenenza ad Azienda Zero. Nel prendere atto di una situazione meritevole di particolare attenzione da parte delle istituzioni sanitarie preposte, ma anche della politica tutta, il Nursing Up rivolge un appello a Roberto Occhiuto, in qualità di Commissario ad Acta e di Presidente della Regione Calabria: Lei è proprio sicuro che gli effetti di questa riforma siano positivi per i cittadini calabresi e per gli operatori del settore emergenza urgenza? Noi del Nursing Up queste certezze non le abbiamo riscontrate, anzi crediamo che sia il caso di sedersi attorno ad un tavolo ed iniziare a considerare che la strada intrapresa non sia quella giusta”.

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