L’uscita dagli argini del fiume Crati ha inondato anche l’area archeologica di Casa Bianca, normalmente chiusa al pubblico, nel Parco archeologico di Sibari. A causa di un’avaria alle idrovore, è previsto un intervento della Protezione civile per liberare dall’acqua l’immenso patrimonio storico e culturale dell’area. “La situazione resta critica ma sotto controllo”, afferma il sindaco di Cassano allo Ionio, Gianpaolo Iacobini. “Ieri sera il Crati ha raggiunto un livello di 3,92 metri, sfiorando la soglia critica dei 4 metri, poi c’è stato un calo. Adesso siamo a 3,75 metri, nulla rispetto ai 5,50 metri toccati nei giorni dell’alluvione”.
“Ai Laghi di Sibari – prosegue Iacobini – si registra un sensibile miglioramento: l’area inondata è passata da tre chilometri quadrati agli attuali 1,5. C’è qualche elemento di fiducia, anche se la giornata di oggi sarà ancora travagliata”. Bisognerà aspettare il picco pomeridiano per decidere se revocare o confermare l’ordinanza emessa ieri sera di evacuazione temporanea, a scopo precauzionale, dei piani interrati, seminterrati e piani terra delle abitazioni nelle contrade Lattughelle e Piano Scafo. L’ordinanza ha registrato una buona risposta da parte della popolazione: “In meno di due ore siamo riusciti a completare l’evacuazione di un quartiere popoloso, circa 700 residenti. Un simbolo di grande umanità, dignità e forza di ricominciare subito”. Cinquantasette persone sono ospitate nelle strutture messe a disposizione dal Comune, mentre gli altri cittadini hanno trovato sistemazioni alternative.
La Calabria è stata inoltre sferzata nella notte da venti con raffiche fino a 122 km/h, accompagnati da violenti temporali che hanno interessato anche le zone interne sulla fascia ionica, oggi in allerta gialla. Secondo il Centro funzionale multirischi dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente della Calabria, il picco si è toccato a Motta San Giovanni, nel Reggino, con 122,4 km/h, seguito da Catanzaro a 121 km/h. Nel capoluogo si registrano cadute di alberi e cartelli pubblicitari: un grosso ramo nella piazza antistante la Corte d’appello è stato rimosso già al mattino dagli operai comunali. Raffiche impetuose hanno colpito anche Lamezia Terme (113 km/h), Cleto (95 km/h) e San Ferdinando (95 km/h).
Frane, alberi caduti e strade chiuse continuano a creare disagi, soprattutto nel Vibonese. Le forti precipitazioni hanno reso critiche alcune tratte: lungo la Strada provinciale 11 si è verificato uno smottamento a Triparni, sulla diramazione verso Vena; sulla provinciale 15 resta chiusa la strada Stefanaconi–Vibo Valentia, in attesa di verifiche geologiche. La provinciale 54 è stata interessata da uno smottamento tra Filogaso e San Nicola da Crissa, mentre sulla Statale 18, nei pressi di Mileto, è stato necessario restringere la carreggiata per detriti e instabilità del fondo. Sulla Statale 182 delle Serre Calabre uno smottamento ha colpito l’area di Sorianello, con limitazioni alla circolazione.
Riaperta questa mattina la statale Nsa 572 (ex SS 110), chiusa ieri a Serra San Bruno per la caduta di rami. Sulla costa, a Ponte a Vrasci–Torre Ruffa, un enorme pino è crollato sulla Strada provinciale 22 Tropea-Ricadi, interrompendo temporaneamente la viabilità e creando lunghi incolonnamenti senza percorsi alternativi immediatamente praticabili. La Prefettura di Vibo Valentia ha convocato d’urgenza il Centro coordinamento soccorsi per monitorare l’evolversi del maltempo, con particolare attenzione ai versanti collinari e alla sicurezza delle arterie stradali.
