“Arbitri e giudici di gara ancora aggrediti, soprattutto in campionati giovanili, e non solo di calcio. Ho voluto garantire per norma una maggior tutela per queste figure indispensabili per lo sport, modificando – grazie al ministro e collega Carlo Nordio – l’articolo 583 quater, ma sembra che i magistrati che potrebbero intervenire non la conoscano o non la applichino. Perchè?”. Lo scrive su X il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, commentando la notizia dell’aggressione all’arbitro di Di Francica avvenuta in Calabria durante una gara giovanile.
La norma in questione a tutela dei direttori di gara voluta dal ministro stesso è inserita nel dl sport che prevede la reclusione da due a cinque anni in caso di lesioni gravi o gravissime: la pena è, rispettivamente, della reclusione da quattro a dieci anni e da otto a sedici anni. “Nell’ipotesi di lesioni personali cagionate a un ufficiale o agente di polizia giudiziaria o di pubblica sicurezza nell’atto o a causa dell’adempimento delle funzioni, si applica la reclusione da due a cinque anni. In caso di ‘lesioni gravi o gravissime, la pena è, rispettivamente, della reclusione da quattro a dieci anni e da otto a sedici anni. Le disposizioni del primo comma si applicano anche se uno dei fatti ivi indicati è commesso in occasione di manifestazioni sportive nei confronti degli arbitri o degli altri soggetti che assicurano la regolarità tecnica delle stesse”, spiega la norma.
