«Apprendo dalla stampa, non senza stupore e profonda preoccupazione, che il Ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Roberto Calderoli, avrebbe consegnato al Presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, una bozza di pre-intesa sull’Autonomia differenziata, analoga a quelle già firmate con Veneto, Lombardia, Piemonte e Liguria».
Lo dichiara Michele Conia, consigliere metropolitano delegato e sindaco di Cinquefrondi, che in una nota stampa aggiunge: «Una scelta che appare ancora più incomprensibile alla luce del documento recentemente approvato all’unanimità dalla Conferenza delle Regioni sulla richiesta di maggiore coinvolgimento delle Regioni nella definizione dei Lep e sulla necessità che essi siano integralmente finanziati dallo Stato per evitare nuovi e più profondi divari territoriali».
Il consigliere metropolitano ricorda come le quattro Regioni del Nord abbiano sottoscritto pre-intese identiche per il trasferimento di funzioni in materie cosiddette “non Lep”, come sanità, protezione civile, previdenza complementare e professioni.
«Quattro accordi fotocopia – sottolinea Conia – in palese contrasto con quanto stabilito dalla Corte Costituzionale nella sentenza n. 192/2024 che impone che ogni richiesta di maggiore autonomia sia motivata da specifiche e comprovate caratteristiche territoriali e riguardi singole funzioni, non intere materie».
«Inoltre – aggiunge Michele Conia – è inaccettabile che i Lep siano stati inseriti surrettiziamente nella manovra finanziaria, come denunciato anche da Svimez in audizione parlamentare, aggirando di fatto la pronuncia della Consulta sulla richiesta di una revisione radicale dell’Autonomia differenziata e un ruolo centrale del parlamento».
«Nonostante la bocciatura della legge quadro sull’Autonomia differenziata (Legge 86/2024), il Governo – ricorda l’esponente della maggioranza a Palazzo Alvaro – ha presentato, nel maggio 2025, il Ddl delega n. 1623 per la definizione dei Lep e, successivamente, ha introdotto, nella Legge di Bilancio 2026, disposizioni sui livelli essenziali in settori cruciali come sanità, inclusione, diritto allo studio e assistenza alle persone con disabilità. Sono sempre stato presente nelle piazze mobilitate e, durante la mia audizione in Commissione Affari costituzionali alla Camera, ho ricordato che Cinquefrondi è stato il primo Comune d’Italia ad approvare, nel dicembre 2018, una delibera contro l’attuazione del federalismo fiscale. Ho ribadito, inoltre, che sarebbe più corretto parlare di Livelli uniformi perché i Lep rischiano di sancire un’eguaglianza al ribasso, lasciando intatte le diseguaglianze strutturali esistenti».
Secondo Michele Conia, dunque, questo progetto «porterà alla frantumazione dell’assetto istituzionale del Paese e comprometterà in modo irreparabile il principio di universalità dei diritti». Particolare allarme viene espresso sul diritto alla salute: «La sanità calabrese vive una crisi drammatica tra mobilità oncologica, rinuncia alle cure, spesa farmaceutica insostenibile per le famiglie, carenza cronica di personale. Il diritto alla salute è un diritto costituzionale, non un privilegio. Servono interventi strutturali, un piano di stabilizzazione del personale e un vero rafforzamento della sanità di prossimità».
«Continuerò a battermi – conclude il consigliere Conia – contro la cristallizzazione dei divari territoriali e la condanna dei territori più poveri. Al rischio di disgregazione della Repubblica democratica rispondo chiedendo con forza che non venga intrapreso alcun percorso volto a ottenere ulteriori forme di autonomia ai sensi dell’art. 116, comma 3, della Costituzione. Rivolgo infine un appello ai colleghi sindaci e alle colleghe sindache affinché facciano altrettanto, nell’interesse dell’unità del Paese e della tutela dei diritti fondamentali».
