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Ciclone Harry, scontro su risorse e interventi. La Cgil critica il Governo: “Fondi inadeguati”. E Anci lancia una raccolta fondi nazionale

Dopo i gravi danni provocati dal ciclone Harry in Sicilia, Calabria e Sardegna, si accende il confronto sulle risposte istituzionali e sulle risorse messe in campo per affrontare l’emergenza e la ricostruzione. L’assemblea generale della Cgil, con un ordine del giorno approvato all’unanimità, ha espresso piena solidarietà e vicinanza alle popolazioni, alle lavoratrici e ai lavoratori colpiti, impegnandosi a sollecitare Governo e istituzioni territoriali a stanziare risorse adeguate per il sostegno immediato alle persone, alle attività produttive e ai servizi pubblici.

Il sindacato giudica però “inadeguate” le risposte arrivate dal Consiglio dei ministri, sottolineando la sproporzione tra i 100 milioni di euro stanziati e i danni stimati dalle Regioni, che ammonterebbero complessivamente a circa 3 miliardi di euro. La Cgil denuncia inoltre l’assenza di misure strutturali, di interventi specifici per le famiglie sfollate e di strumenti di sostegno al reddito per i lavoratori dei settori maggiormente colpiti, in particolare agricoltura e turismo, che non possono accedere alla cassa integrazione ordinaria. Da qui la richiesta di interventi urgenti per la messa in sicurezza del territorio, la ricostruzione delle infrastrutture danneggiate e un piano strutturale e duraturo di investimenti pubblici per il Mezzogiorno, orientato alla prevenzione del dissesto idrogeologico, alla tutela ambientale, alla creazione di lavoro stabile e al rafforzamento dei servizi pubblici.

Di segno opposto la valutazione del Governo. Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega al Sud, Luigi Sbarra, rivendica la scelta dell’esecutivo di intervenire immediatamente con la dichiarazione dello stato di emergenza nazionale e con un primo stanziamento da 100 milioni di euro per gli interventi di somma urgenza. Secondo Sbarra, una volta completata la ricognizione dei danni, seguirà un provvedimento interministeriale per garantire la piena copertura finanziaria degli interventi di ripristino e ricostruzione. Centrale, nella strategia governativa, anche l’attenzione ai temi dell’erosione costiera e della sicurezza del territorio, oltre alla nomina dei presidenti di Regione come commissari delegati, dotati di ampi poteri di deroga per assicurare rapidità ed efficacia nelle decisioni.

Sul fronte degli enti locali, arriva infine la proposta dell’Anci. Il sindaco di Ascoli Piceno e presidente del Consiglio nazionale dell’associazione, Marco Fioravanti, ha lanciato l’idea di una raccolta fondi nazionale, da attivare tramite Anci, per sostenere concretamente le amministrazioni colpite dal ciclone. L’iniziativa punta a coinvolgere tutti i Comuni italiani disponibili a offrire aiuto, con l’obiettivo di fornire risorse aggiuntive per la messa in sicurezza delle aree danneggiate, il sostegno a famiglie e imprese, il ripristino dei servizi essenziali e l’accompagnamento delle comunità verso la ripartenza. La proposta sarà formalmente presentata al Consiglio nazionale Anci del prossimo 20 febbraio a Roma, come segnale di coesione istituzionale e solidarietà tra territori.

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