Dieci anni fa, il 29 febbraio 2016, nasceva a Reggio Calabria la Reggio BIC – R.C. Basket in Carrozzina. Una data simbolica, quasi rara come l’anno bisestile che l’ha vista nascere, diventata oggi il segno concreto di una rivoluzione sportiva e culturale che ha attraversato l’intero territorio calabrese.
Fondata come associazione senza scopo di lucro da uomini e donne con differenti background professionali e sportivi, la Reggio BIC ha costruito negli anni un modello che va oltre il parquet. La missione è chiara: favorire l’evoluzione psico-motoria dei ragazzi con diverse abilità attraverso il basket in carrozzina, promuovere inclusione e condivisione e integrazione sociale, abbattere barriere mentali prima ancora che fisiche.
Un principio guida accompagna ogni stagione: “Non esiste caduta dalla quale non ci si possa rialzare”. Non uno slogan, ma una filosofia tradotta in progetti concreti, attività scolastiche, eventi sociali, iniziative culturali e sportive capaci di coinvolgere studenti, famiglie, istituzioni e associazioni del territorio.
Alla guida di questo percorso la presidente e capitana Ilaria D’Anna, atleta della Nazionale Italiana femminile, simbolo di determinazione e leadership. Rappresentante degli atleti disabili della Calabria per il CIP nella stagione 2017/2018, ha portato l’esperienza reggina sui palcoscenici europei, distinguendosi anche agli Europei di Londra.
Accanto a lei, il direttore generale e delegato Fipic Calabria Amelia Eva Cugliandro, mente organizzativa e motore gestionale di una struttura cresciuta stagione dopo stagione, capace di creare una rete tra associazioni, volontariato, scout, scuole, enti sportivi e istituzioni.
Sul fronte tecnico, il lavoro del coach Antonio Cugliandro, dal 2021 anche tecnico della Nazionale Bulgara di basket in carrozzina, ha consolidato il salto di qualità agonistico della squadra, trasformando ambizione e talento in risultati concreti.
Dalla Serie B alla Serie A FIPIC, la Reggio BIC ha vissuto stagioni memorabili: Final Four sfiorando la promozione, organizzazione di trofei internazionali, qualificazioni europee, partecipazioni alla Coppa Italia e semifinali scudetto. Fino al prestigioso traguardo di vice campione di EuroCup 3, risultato che ha portato il nome di Reggio Calabria in Europa.
Ma i numeri raccontano solo una parte della storia. Oltre 40 membri associati, circa 19 tesserati FIPIC tra atleti e staff tecnico negli anni, atleti provenienti da diverse nazionalità, collaborazioni con centri riabilitativi, con l’Aspic Psicologia dello Sport e con l’Università per Stranieri “Dante Alighieri” per abbattere anche le barriere linguistiche. Un progetto di crescita a 360 gradi che accompagna l’atleta non solo nella performance sportiva, ma nel percorso umano.
Determinanti i progetti sociali come “IntegriAmoci”, “MettiAmoci in Gioco”, il “Trofeo BIC”, gli eventi nelle scuole e nelle carceri, le iniziative sui beni confiscati, i camp estivi internazionali e le attività solidali. Ogni evento è stato un tassello di una narrazione più ampia: lo sport come strumento educativo e culturale.
La società è stata pluripremiata per l’impegno sociale, ricevendo riconoscimenti istituzionali e diventando ospite d’onore in eventi di rilievo. I suoi atleti sono stati tedofori nella marcia contro la guerra in Ucraina, hanno accolto la fiamma olimpica di Milano-Cortina 2026 a Reggio Calabria, rappresentando un simbolo di pace e resilienza.
Dieci anni dopo, la Reggio BIC non è soltanto una squadra di basket in carrozzina. È un laboratorio permanente di inclusione e condivisione, un presidio sociale, un esempio di come lo sport possa trasformarsi in educazione, cultura e comunità.
E mentre si celebra questo traguardo, una certezza accompagna la società reggina: il meglio deve ancora venire.
