di Basilio Benedetto - In una fase in cui la maggior parte delle produzioni musicali sono figlie di un approccio stordito dall'influenza dei social network e della sonorità "usa e getta", c'è anche chi ha scelto un'altra strada, una strada più congeniale, che si preferisce percorrere nel rispetto di ciò che è venuto prima ed ha fatto storia, della propria formazione arricchita dai giusti consigli e delle esperienze vissute sul campo.
E' il caso degli (AllMyFriendzAre) Dead, un gruppo che ha scelto di rimanere a Reggio Calabria e concepire il proprio territorio come base naturale in cui trovare ispirazione e produrre musica. Un percorso di coerenza e determinazione, divenuto la prova concreta di come sia possibile creare qualcosa di buono a tutte le latitudini, avere una propria sala e non avere paura di niente e di nessuno.
E' un gruppo che dà il meglio di sé dal vivo, con una grossa capacità di coinvolgere il pubblico che li ascolta, ma che con i loro album hanno già oltrepassato i confini non solo regionali, ma anche nazionali, per arrivare fino a Londra e Parigi.
Nati nel 2006, raggiungono un preciso equilibrio qualche anno dopo. La band, infatti, cresce e si arriva in poco tempo a cinque elementi uniti da intenti comuni. L'affiatamento che si struttura e si consolida in sala prova è vitale e il progetto si avvale del contributo di tutti i componenti, dal primo all'ultimo, allo stesso modo. Da FranTz e Succo, voce e batteria, a El Pez, chitarra, fino a Melted Man e Gicass, rispettivamente basso e chitarra.
La loro produzione si rifà al rock'n'roll delle origini ma sono presenti influenze garage, surf, punk, con qualche punta di hard rock. L'uscita del demo "Five Songs" del 2009 risponde all'esigenza di farsi finalmente conoscere. In tutto cinque tracce. Un anno dopo, diventano undici ed arriva il primo album dal titolo "Hellcome". E'il momento in cui la formazione reggina si affaccia sulla scena nazionale ed europea riscontrando importanti riconoscimenti.
A Maggio 2012, invece, è partita la promozione dell'ultimo lavoro: "Black Blood Bomm", undici tracce fortemente attese che stanno convincendo tutti sulla bontà del progetto. Sorprendente è il videoclip "Donnie B. Good" in cui atmosfere pulp si intrecciano a scene davvero esilaranti.
Incontro FranTz, la voce del gruppo, per conoscere da vicino il progetto e le intenzioni future della formazione reggina.
In cosa si differenzia l'ultimo album, "Black Blood Boom", dal precedente lavoro "Hellcome"?
"Hellcome" è molto più punk. L'approccio al lavoro è stato diverso, eravamo infatti ancora alle prime composizioni e c'era molta più irruenza propriamente legata al punk. Nel nuovo disco queste influenze non sono scemate ma c'è stato un lavoro di produzione che ha coinvolto tutti e cinque gli elementi del gruppo. Gli (AllMyFriendzAre) Dead nascono, infatti, come un duo. Agli inizi suonavo il basso e cantavo. Accanto a me c'era il batterista (Succo). Poi, pian piano, il gruppo ha preso forma nel giro di due anni ed abbiamo ripreso delle canzoni, che avevamo messo temporaneamente da parte, adattandole con nuovi arrangiamenti. Se "Hellcome" era stato pensato in due o in tre al massimo, "Black Blood Boom" è un disco in cinque, per come siamo e per come abbiamo tutta l'intenzione di rimanere fino a che non ci sparano nelle gambe.
Nella promozione dell'ultimo lavoro state riscontrando un interesse anche fuori dai confini provinciali o regionali?
Sicuramente, già con Hellcome abbiamo avuto un ottimo riscontro non solo nazionale ma anche in ambito europeo. Diverse radio in Francia, in Germania e in Inghilterra hanno passato i nostri brani. In particolare, il singolo "What Madonna you want" è stato particolarmente apprezzato e la rivista "Bubble Slut Magazine" di Londra lo ha inserito nella compilation di Gennaio 2011.
E' chiaro che, avendo avuto un buon riscontro già col primo disco, non ti dico che il secondo fosse atteso ma è stato sicuramente ben visto in funzione del fatto che dai un segno di continuità al tuo progetto. Al primo disco ci arrivano più o meno tutti perché c'è tanta voglia di fare il massimo, c'è entusiasmo. Fino a quando subentrano le prime difficoltà, gli impegni di lavoro che ti fanno partire ed il progetto, per quanto tu voglia portarlo avanti, viene messo da parte. A noi non è successo e non mi sembra che ci siano le basi perché questo possa accadere. E' una fortuna, forse, il fatto di essere arrivati non più da ragazzini, la nostra vita era già strutturata a Reggio.
Quali sono i contesti musicali in cui vi trovate di più a vostro agio sia all'interno che fuori dai confini regionali?
Sicuramente nei club pensati per fare musica. Oggi, spesso, si improvvisa. Avere un "posto" non significa necessariamente che sia adatto per un live. Non ti dico un'arena o chissà quale genere di organizzazione, è sufficiente avere un locale, un pub dotato di una sala concerti. Questo ti mette sicuramente nella condizione migliore per potere esprimere il tuo potenziale. Mi viene in mente il B-Side di Cosenza, il Gabba Gabba di Taranto o il Sinisternoise di Roma, posti pensati per fare musica. Il fatto, poi, che ci sia di fianco alla sala o al piano superiore un bar, un pub o qualunque altra cosa, non è un problema. E' chiaro che per un musicista è un piacere suonare in un luogo pensato per fare musica...a maggior ragione se ci sono motociclisti!
Nei vostri testi c'è il ricorso ad espressioni dialettali. Non pensi che sia, tra le altre cose, una carta vincente che vi conferisce un'impronta originale?
Non è stato studiato a tavolino, è venuto naturale durante le prove nella nostra sala. Sono venuti fuori dei ritornelli in dialetto perché in quel momento la cosa giusta era il dialetto. Non mi sono mai messo a pensare di volerlo fare. E' anche un discorso di comunicazione, va bene l'inglese ma il concetto di "mi veni mi moru" difficilmente può essere spiegato in altra maniera. Capita di incontrare degli integralisti che pensano che il dialetto non possa essere adatto. A noi, invece, ha fatto piacere che l'ascoltatore l'abbia apprezzato. Molte volte si pensa che il dialetto sia funzionale solo alla musica delle radici, alla musica tradizionale. Ma queste radici credo sia naturale che facciano delle piante, dunque è altrettanto naturale che facciano delle foglie e dei frutti altrimenti c'è un processo evolutivo che viene strozzato. Mi piace pensarla in questa maniera.
Ho sentito che cercate di registrare con degli accorgimenti che si rifanno alle sonorità live. In termini tecnici?
Vuol dire riuscire a suonare tutti assieme, nella stessa sala e non registrare a tracce. I dischi negli anni 70 si facevano in questa maniera ed a noi piace mantenere una certa forza del suono anche perché siamo un gruppo principalmente live. E' chiaro, mettiamo la massima attenzione durante la registrazione nella scelta dei suoni, degli strumenti, degli amplificatori, però, suonare dal vivo ti permette di creare quell'atmosfera che puoi riscontrare solo dal vivo. Per noi è molto importante. Non ci interessa la tecnica fine a se stessa, ci piace fare passare la passione che mettiamo nelle cose. Ci piace mantenere quello che era il modo di intendere la musica e la musica va suonata tutti assieme.
Quali sono i programmi futuri?
Abbiamo avuto la possibilità di promuovere "Black Blood Boom" in maniera soddisfacente dall'uscita di Maggio. Contiamo una ventina di date tra Sicilia e Calabria e in altri posti del Sud Italia. Questo è stato possibile grazie ad i buoni rapporti che sono rimasti con chi ci ha dato spazio in questi anni. C'è gente che ha atteso l'uscita dell'album e questo non può fare altro che farci piacere. Il 4 Agosto saremo impegnati al "Kiosko Tortuga" di Melito Porto Salvo. Giorno 14 agosto, invece, all'"Horcynus Orca" di Messina per il festival "Onda Wave". Lì avremo il piacere di suonare con band importanti quali possono essere i Movie Star Junkies, suoneranno anche Rodrigo D'Erasmo e Roberto Dell'Era degli Afterhours. E' quello che vogliamo fare, esibirci in contesti pensati per chi ha voglia di ascoltare musica nuova. Poi è anche il motivo per cui ti affezioni ad un locale; accanto a delle proposte più o meno riconoscibili, hai la possibilità di ascoltare qualcosa di nuovo. Non ci poniamo limiti, anzi per la prossima stagione pensiamo di mettere su un tour che possa portarci finalmente al Nord Italia. Per fortuna, tra Calabria e Sicilia abbiamo una certa riconoscibilità, sanno che ci sono gli (AllMyFriendzAre) Dead e quindi rock'n'roll a palla!.