L'Assemblea di ReggioNonTace e il dovere morale di indignarsi

assemblea reggionontacedi Daniela Liconti - "Chi non conosce la verità è uno sciocco ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente" B. Brecht. L'incontro con la città organizzato dal coordinamento ReggioNonTace ha affrontato il tema del dissesto finanziario e le sue conseguenze, delle iniziative per chiedere trasparenza ed equità, dell'impoverimento dell'economia e della comunità, di responsabilità a lungo e reiteratamente disattese da parte di amministratori, funzionari e dirigenti. Sappiamo che una politica allegra e irresponsabile ha per anni consapevolmente dilapidato le risorse economiche destinate alla città negando l'evidenza e ora tocca a noi cittadini accollarci un debito milionario per appianare i conti. Certo, siamo indignati, mortificati, traditi. Ma non perché stanno mettendo le mani nelle nostre tasche, per molto di più. L'intervento di padre Giovanni Ladiana ci fa riflettere sulla necessità di alzare lo sguardo per andare al cuore di quanto accade attorno a noi e guardare in faccia la realtà.  "Pensiamo alla spinta per l'elezione diretta del sindaco, un processo democratico che si è ritrorto contro la democrazia. Il senso era che i cittadini, eleggendo un candidato, gli dessero un'autonomia rispetto a forme di pressione che fossero estranee agli interessi della collettività, per impedire che i partiti potessero deciderne le sorti. Invece non è andata così." L'elezione del candidato proposto dal partito e quindi non direttamente scelto liberamente dal cittadino – sia esso sindaco o premier -ha permesso alla politica di usare i voti come uno scudo: sono stato eletto, faccio quello che voglio. Qui sta il pericolo. "Azioni come quelle messe in campo da RNT (vedi l'esposto-denuncia per accertare eventuali responsabili del dissesto e condanna al pagamento del danno erariale, ndr), non devono mirare soltanto alla condanna dei delinquenti, cosa certo giusta. L'indignazione è un dovere, un dovere morale. Ci sono due modi di farlo: c'è chi si indigna e cerca un nemico da abbattere e chi lo fa perché si rende conto che siamo stati espropriati non solo della dignità ma della città, della libertà e della giustizia. E', questa, l'occasione per fare una scelta di militanza per la città, per liberare la città e dire a chiunque che nessuno può diventare sindaco senza rispondere a noi. Non si muore se siamo in tanti, ma se si è soli. "
Per chiunque decida di esserci, il coordinamento ha avviato una raccolta firme (www.reggionontace.it).