Roccella, sigilli al patrimonio del broker della cosca Ursino

Una villa del valore di 300mila euro, un appartamento, un'auto di lusso e un terreno agricolo: alle prime ore del mattino di oggi, sono scattati i sigilli per i beni riconducibili a Vincenzo Bruzzese, per gli inquirenti membro di spicco della cosca Ursino e più volte pizzicato come regista di traffici di stupefacenti. A Ursino, i Carabinieri della Compagnia di Roccella Jonica (RC), su ordine della Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria hanno sequestrato la villa di residenza nel cui giardino sono presenti piante pregiate ed il cui perimetro è protetto da un sofisticato sistema di video sorveglianza a circuito chiuso, del valore complessivo di oltre 300.000,00 euro e dotata di un rifugio bunker, un appartamento intestato alla madre del valore approssimativo di euro 80.000, un appezzamento di terreno di mq 2000 ubicato in agro di Mammola (RC), intestato alla moglie del valore di euro 20.000,00 circa, un'autovettura marca BMW serie 3 del valore di euro 30.000,00, sempre intestata alla moglie. un c/c bancario cointestato con la moglie Diana Susanna dell'ammontare di euro 10.000.
Il decreto di sequestro trae origine da un'articolata indagine patrimoniale sviluppata dai Carabinieri della Compagnia di Roccella Jonica nell'anno 2011. I militari, esaminando attentamente il patrimonio del Bruzzese, constatavano che detti beni potevano costituire il reimpiego dei profitti delle attività criminose commesse dal BRUZZESE Vincenzo, evidenziando altresì una netta sproporzione tra quanto ufficialmente dichiarato dallo stesso ed il patrimonio nella disponibilità della famiglia. Il minuzioso lavoro ha permesso di raccogliere gli elementi contenuti nella richiesta per l'applicazione della misura. La Procura della Repubblica di Reggio Calabria, concordando pienamente con l'attività svolta dai Carabinieri, avanzava richiesta alla competente Sezione misure di prevenzione del Tribunale reggino che emetteva il provvedimento.
Il destinatario, sin dalla giovane età, ha indirizzato i propri interessi nel settore del malaffare e, soprattutto, in quei circuiti criminali che si occupano del traffico e spaccio di droga. Diverse sono le inchieste giudiziarie riguardanti il traffico e spaccio di droga in cui è rimasto coinvolto, tra le quali spiccano: l'operazione "TSUNAMI 2", sviluppata dal Reparto Operativo presso il Comando Provinciale Carabinieri di Reggio Calabria, che si concretizzava con l'emissione di OCC in carcere emessa dal GIP DDA di Reggio Calabria il 28.03.2006 per il reato di cui all'art. 73 del DPR 309/1990; l'operazione "TSUNAMI 3" portata avanti dal medesimo Reparto, da cui scaturiva un'altra OCC in carcere per il reato di cui all'art. 73 e 74 del DPR 309/1990; l'operazione "Black And Withe" della Compagnia Carabinieri di Villa San Giovanni (RC), sfociata con OCC in carcere emessa il 02.10.2008 dal GIP DDA di Reggio Calabria per associazione a delinquere finalizzata al traffico e spaccio di droga e per ultimo operazione "CRIMINE 3" da cui nasceva l'OCC in carcere emessa il 06.07.2011 dal GIP DDA di Reggio Calabria in ordine agli stessi delitti.