Riaperte le indagini sull'uccisione del giudice Antonino Scopelliti

scopelliti antoninoLo si è capito, chiaramente, da come il sostituto procuratore della Dda, Giuseppe Lombardo, abbia impedito a Nino Fiume di fare i nomi di quelli che, a suo dire, sarebbero i due responsabili materiali del delitto. La Dda di Reggio Calabria avrebbe dunque riaperto le indagini sull'omicidio del giudice Antonino Scopelliti, assassinato nell'agosto del 1991 a Campo Calabro, proprio quando in Cassazione stava per sostenere l'accusa nel maxiprocesso contro Cosa Nostra.

Già nella scorsa udienza del processo "Meta", infatti, il pentito Fiume, aveva affermato che a uccidere, "per fare un favore ai siciliani", il giudice Scopelliti, di ritorno dal mare, sarebbero stati due sicari calabresi. Due killer professionisti, i migliori in città, scelti forse dall'uno e dall'altro schieramento che, proprio negli anni antecedenti all'agguato che, secondo molti, chiuse le ostilità della seconda guerra di mafia.

E proprio quando Fiume stava per dire i nomi di quelli che sarebbero i responsabili materiali dell'agguato, Lombardo, nonostante le proteste di qualche avvocato difensore, ha opposto il segreto istruttorio. Fiume avrebbe raccontato la circostanza diversi mesi fa all'allora procuratore Giuseppe Pignatone e al pm Giuseppe Lombardo che, adesso, avrà il compito di trovare il riscontro alle dichiarazioni dell'ex killer della cosca De Stefano.