La Reggio Calabria presidiata dall'Esercito: il report dell'operazione "Strade Sicure"

esercito rcdi Anna Zaffino - Funzioni di vigilanza presso i centri di accoglienza per immigrati, attività di presidio presso siti ed obiettivi sensibili e servizi di pattuglia e perlustrazione. Questo è il fulcro dell'attività dei militari dell'esercito sul territorio nazionale. E a Reggio? E' facile immaginarlo. A Reggio il "cuore pulsante" della loro attività consiste esclusivamente nel presidio dei cosiddetti obiettivi sensibili. Sono persone, luoghi, territori che possono essere oggetto delle intimidazioni della criminalità organizzata. Un'attività esclusiva, proprio a voler confermare con insistenza che è la 'ndrangheta il problema più pressante nel nostro territorio.

Le risorse militari che sono impegnate dal 2008, a livello nazionale, nell'operazione "Strade Sicure" sono circa 4250, sono poste a disposizione dei Prefetti delle province interessate e coadiuvano le forze di polizia nel controllo del territorio in quelle città italiane considerate più a rischio. Oltre Reggio anche Roma, Milano, Napoli Firenze, Verona, Torino, tanto per citare alcuni esempi. Ognuna delle quali afflitta da problematiche diverse. Un'operazione che rientra nell'ambito del "Piano d'impiego del personale delle Forze Armate nel controllo del territorio", varato dall'allora Ministro dell'Interno Roberto Maroni e dall'allora Ministro della Difesa Ignazio La Russa con un apposito decreto. In pratica il piano rientrava nelle misure del famoso "pacchetto sicurezza". Dal 2008 in poi l'attività è stata via via prolungata con numerosi decreti interministeriali, di norma ogni anno. L'ultimo quello siglato lo scorso dicembre che ha prorogato l'operazione "Strade Sicure" per tutto il 2013.

Ma quali sono gli "obiettivi sensibili" in provincia di Reggio? Certo, le case dei magistrati. Ma non solo. Per esempio è stato costituito, in breve tempo, un presidio per Nino De Masi, l'imprenditore di Gioia Tauro (RC), vittima di intimidazione solo alcune settimane fa. Inoltre è già da due anni che è iniziata la sorveglianza di alcuni cantieri sull'autostrada Salerno–Reggio Calabria. "Blindate" sono state le zone di Campo Calabro e, attualmente, di Barritteri, frazione di Seminara (RC).

Un altro punto nevralgico per l'attività dei militari è il Cedir. E' presidiato in ogni angolo. Soprattutto dopo il bazooka fatto trovare nel 2010, atto allora perpetrato contro l'allora Procuratore di Reggio Giuseppe Pignatone. "I militari sono una risorsa per il Paese. Lavorano in maniera silente", sottolinea il Tenente Colonnello  Angelo Vesto.

E nelle ultime settimane, il 4 aprile, si è insediato il decimo reggimento di manovra per la Calabria e la Sicilia Orientale. Impiega circa 500 unità che operano nelle province di Reggio, Crotone, Messina e Catania. Il compito di questi militari si estrinseca in 3 funzioni. Ma su Reggio tutto l'impegno è dedicato solo ad attività di vigilanza e protezione di determinati siti ed "obiettivi sensibili". Un'attività che viene svolta per via esclusiva dai militari che possono così "svincolare" il personale delle forze dell'ordine da questa funzione per dedicarsi in maniera più approfondita ad altre attività, quali per esempio quelle investigative. Militari ben addestrati, che hanno avuto modo di perfezionarsi anche con operazioni "fuori area". In aree "calde" come i Balcani, il territorio afghano, il Libano. Un presidio di obiettivi sensibili che, oltre a Reggio, è attivo anche a Catania e a Messina. Gli altri servizi svolti dal decimo reggimento di manovra sono servizi di vigilanza dei centri per immigrati nei territori di Catania e Crotone. Altro compito, questo invece svolto congiuntamente con le forze dell'ordine, è quello di pattuglia e di perlustrazione in località e quartieri considerati a rischio nelle zone di Catania e Messina.

Un'idea dello sforzo delle risorse impiegate nell'operazione "Strade Sicure" dal 4 aprile 2013 in Calabria e in Sicilia orientale ci viene fornito da alcuni dati: 1978 persone identificate (di cui 5 sono state denunciate), oltre 1500 automezzi controllati (di cui 4 sono risultati essere stati rubati), più di 350.000 km percorsi sui territori interessati. "Sono attività che hanno un risvolto quotidiano in quello che è il contributo a favore di un ambiente più sicuro e a supporto delle forze dell'ordine", commenta Francesco Cardone, comandante del decimo reggimento di manovra. "Un compito in favore della collettività- continua -, ottima è la collaborazione con le forze dell'ordine ed ottimo è il clima instaurato con la popolazione civile". Per il tenente colonnello Angelo Vesto si tratta di un'esperienza positiva: "La popolazione ci percepisce bene, come uno strumento atto a migliorare la loro sicurezza".

Al Cedir, che è uno dei punti nevralgici per l'attività dei militari, ci sono uomini e donne che raccontano le loro esperienze, presidiano ogni angolo. A loro dire esperienze positive. Sono consapevoli dei rischi a cui vanno incontro ma non hanno alcun tipo di timore. Svolgono con dedizione un lavoro per il quale la passione è fondamentale. Operano in sinergia con le forze dell'ordine. Finora nessun militare ha subito attentati di alcun genere. Sulla 'ndrangheta però non si pronunciano: "Noi siamo solo soldati. Non decidiamo niente. E' lo Stato che ci affida i compiti e noi cerchiamo di perseguire gli obiettivi prefissati. Il nostro è un impegno indirizzato a svolgere in maniera diligente, precisa e silenziosa il servizio a favore del Paese".