Integrazione di perizia per la trascrizione di colloqui intercettati in carcere tra alcuni imputati nel processo per gli attentati del 2010 contro la sede della Procura generale di Reggio Calabria e l'abitazione del Procuratore generale Salvatore Di Landro e per l'intimidazione all'ex procuratore ed ora capo della Procura di Roma, Giuseppe Pignatone. E' quanto hanno deciso i giudici del tribunale di Catanzaro affidando l'incarico al perito Antonio Petitto. Successivamente il pubblico ministero, Gerardo Dominijanni, ha depositato nuovi atti che sono stati acquisiti dai giudici del tribunale. Il processo e' stato poi aggiornato al 25 settembre prossimo. Nel processo sono imputati Luciano Lo Giudice, fratello del boss e collaboratore di giustizia Antonino, condannato il 5 ottobre scorso per le bombe di Reggio alla pena di 6 anni e 4 mesi, e Antonio Cortese e Vincenzo Puntorieri, questi ultimi ritenuti gli esecutori materiali degli attentati. Al processo per i tre imputati si e' giunti dopo le dichiarazioni di Antonino Lo Giudice, che si e' autoaccusato di essere stato il mandante degli attentati del 2010 a Reggio e che ha scelto la via del rito abbreviato. Nino Lo Giudice ha iniziato a collaborare dopo essere stato arrestato per altri motivi e, per quanto riguarda le bombe e l'intimidazione, ha chiamato in causa anche il fratello, Luciano Lo Giudice, Antonio Cortese, considerato dagli investigatori l'armiere della cosca, e Vincenzo Puntorieri.