"Preoccupa il clima di tensione che si sta percependo in queste ore davanti al Palazzo della Regione. I dipendenti dell'Atam stanno protestando non solo per la condizione occupazionale incerta che - da mesi - stanno vivendo ma, soprattutto, perché la direttiva regionale (relativa al taglio del servizio di trasporto pubblico locale su gomma pari al 50%) mette a rischio l'intero sistema del trasporto pubblico". I lavoratori - fanno sapere - continueranno a protestare sin quando non otterranno una risposta diversa da parte dell'Assessorato regionale. Con questa decisione, infatti, il danno prodotto sarebbe gravissimo sia in termini di mobilità e di inclusione sociale sia per quanto riguarda eventuali esuberi. I sindacati chiedono, quindi, il ritiro immediato della delibera regionale.
Le Segreterie Regionali di Cgil, Cisl, Uil e Ugl, a seguito del provvedimento della Giunta Regionale del 20 maggio 2013, nella quale è previsto un taglio lineare del 50% dei servizi sul Trasporto Pubblico Locale, considerano questa scelta irresponsabile ed incomprensibile per le conseguenze che la stessa avrà sulla tenuta occupazionale nel settore e anche per gli effetti sociali sulla popolazione calabrese. Il sistema dei trasporti è il settore che maggiormente sta pagando il prezzo più alto a seguito della crisi economica e sociale del Paese.
"Alle scelte sbagliate da parte del Governo Nazionale, non si possono aggiungere anche decisioni scellerate da parte del Governo Regionale che - con la delibera di Giunta e senza nessun confronto con le parti sociali e in assenza di alcuna idea di razionalizzazione del sistema - metterà in ginocchio il trasporto nella nostra regione. Sarebbe opportuno che, soprattutto in questa fase, la Regione Calabria pensasse al Trasporto Pubblico Locale non come un centro di costo ma, soprattutto, come una reale opportunità di sviluppo e crescita nel nostro territorio Regionale.
Tutto questo dovrebbe imporre alla politica scelte incentivanti per favorire l'utilizzo del mezzo pubblico rispetto a quello individuale, ma se a ciò si risponde invece con ulteriori tagli Regionali al Trasporto Pubblico Locale, francamente non ne comprendiamo la logica politica, se non una scarsa sensibilità ai problemi reali della regione. Questi tagli non potranno che produrre effetti drammatici sui livelli occupazionali del comparto. Circa 1000 unità lavorative rischierebbero infatti di venire espulse dal processo produttivo ed inoltre ciò produrrebbe un'offerta sempre più marginale e quindi ancora un ulteriore arretramento sul piano dei servizi e della mobilità dei cittadini Calabresi, soprattutto di quelle fasce più deboli del nostro territorio (pendolari e studenti), i quali saranno costretti, in questa fase di impoverimento generalizzato, a pagarne il costo più alto" dicono.