Reggina, il pagellone del campionato 2012/13

comigmBAIOCCO 6 – Il portiere si rivela decisivo nella partita più importante e nel momento clou. Ovviamente non lo si può giudicare solo per un singolo match, ma è stato bravo a superare psicologicamente i periodi negativi. Le ombre si sono alternate alle luci, ma per essere il primo anno in cadetteria il bicchiere è mezzo pieno.

FACCHIN n.g. - Mandato in campo quando c'era la pressione del risultato a tutti i costi, ha mostrato delle indecisioni. Troppo poche però due presenze per esprimere un giudizio.

ADEJO 7 - Dopo un girone d'andata di buon livello, il nigeriano ha mostrato amnesie preoccupanti tra gennaio e marzo. Si è ripreso alla grande, e nella gestione Pillon è stato il valore aggiunto in difesa. Duttile nel districarsi sia sulla fascia che soprattutto in mezzo, nello schieramento a quattro dietro.

BERGAMELLI 6 - Pillon lo tratta quasi da titolare fisso, l'unica esclusione per scelta tecnica è a Terni e coincide con una sconfitta. Dà il meglio solo nel rush finale, mostrando sintonia con Adejo in mezzo alla difesa.

DI BARI 6 - Un campionato cominciato bene e finito da comprimario. L'esonero di Dionigi, che lo aveva richiesto, non ha inciso particolarmente sul suo utilizzo. Infatti era finito in panchina già prima dell'avvicendamento tecnico. Pillon gli ha concesso qualche gettone di presenza, con tre presenze da titolare.

ELY 6,5 – Circa sei mesi a buon livello, poi il peso di doversi salvare a tutti i costi si è rivelato eccessivo per un under 20 come lui. Stagione sicuramente positiva, ha messo in mostra buoni mezzi fisici e tecnica sopra la media per un difensore.

FREDDI 6,5 - Stagione caratterizzata dagli infortuni. Ciò non gli ha impedito di fornire un contributo più che discreto, ogni qual volta è stato chiamato in causa. Pienamente a proprio agio nella difesa a quattro, decisivo a Crotone in un match delicatissimo.

LUCIONI 6,5 - Acquisto decisamente azzeccato. Guai fisici da attribuire esclusivamente alla sfortuna, dato che si è trattato sempre di traumi, per tre volte. Testa alta, buona capacità di lettura delle situazioni. È in comproprietà col Siena, la speranza è che rimanga e che sia già pronto per l'inizio del prossimo campionato.

ANTONAZZO 6 - Nella salvezza c'è anche un po' di suo. Un gol a Novara, servito a strappare un punto prezioso ed a tenere a galla Dionigi per altre due settimane. È mancata quella spinta poderosa che ci si poteva aspettare da un giocatore con esperienza ed un fisico potente, ma in fase difensiva è stato molto ordinato ed ha tappato quella falla, senza della quale non si sarebbe reso necessario il suo acquisto a gennaio.

D'ALESSANDRO 6 - Il paradosso è che, passando alla difesa a quattro, non ha avuto modo di venire utilizzato nel suo vero ruolo di terzino. Si è calato nei panni dell'ala con umiltà e spirito di sacrificio, purtroppo rimane un "incompiuto" dopo due campionati in B, ma col temperamento compensa gli equivoci tattici che lo hanno sempre coinvolto.

RIZZATO 5 - Un paio di assist all' inizio del girone di ritorno sono le uniche note liete di un campionato molto sottotono. La scarsa attenzione in fase difensiva non è stata compensata da sfracelli in fase di spinta, anzi tutt'altro. È il capitano, nonché tra i più esperti della categoria. Doveva fare di più.

ARMELLINO 6 - Altro paradosso. Arrivato a gennaio 2012 come futuro sostituto di Rizzo, ha trovato spazio dopo la mancata cessione estiva del messinese, finendo però in panchina allorché il compagno gli ha fatto definitivamente posto andandosene a Pescara. Troppo poche le presenze negli ultimi mesi, per spostarne il giudizio rispetto al girone d'andata.

BARILLA' 6 - Coinvolto in un settore nevralgico che non ha brillato. L'arrivo di un allenatore che già lo conosceva e lo stimava, non ne ha elevato il rendimento. Difficile predicare nel deserto, per chi già nasce faticatore per caratteristiche. È tra i pochi a sentire la maglia, ma va definitivamente inquadrato come ruolo.

BOMBAGI 6 - Lui sì che dispone di un tasso tecnico leggermente più elevato rispetto ai compagni di reparto, ma è difficile mettersi in mostra quando il minutaggio è scarso. Chissà se un giorno lo rivedremo come ragionatore davanti alla difesa. Tuttavia ha trovato pur sempre più spazio rispetto all'annata precedente, e può ritenersi soddisfatto.

COLUCCI 5 - Un gol allo Spezia, valso un punto. Poi il nulla. A caldo, dopo la partita di Vicenza, ha rammentato i problemi fisici che lo hanno accompagnato fino alla fine. Nel calcio moderno nessuno può fare la differenza con una gamba sola, ma ha deluso le aspettative. E di parecchio.

HETEMAJ 6 - Quanto mena! A volte troppo, almeno a giudizio dei direttori di gara che lo hanno ammonito una settimana sì e l'altra pure. Un giocatore del genere è però una manna dal cielo, per un eventuale regista che potrebbe giovarsi del suo lavoro di filtro. Peccato che di un regista quest'anno non si è vista neanche l'ombra, ma almeno si è trovato questo incontrista forte di testa e non del tutto inguardabile coi piedi.

SARNO 6,5 - Fantasia non al potere. Capro espiatorio di ogni situazione negativa. Se si sgonfia un pallone, è colpa sua. A lungo andare, la carenza di fiducia pesa. Dopo un paio di mesi di tribuna ed oblio causa trasferimento rifiutato a gennaio, a marzo una buona fetta di spogliatoio ne ha chiesto ed ottenuto il riutilizzo.

CAMPAGNACCI 6,5 - Si fa la media tra la valutazione che meriterebbe per le gare anonime post-infortunio, ed il voto per la prodezza di Cittadella, valsa come timbro d'iscrizione al prossimo torneo di Serie B. Sarebbe un giocatore da ritrovare, ma se tira fuori certi numeri forse è capace di ritrovarsi da solo.

COMI 7 - Il bomberino è tra i pochi ad essersi valorizzati, in questa stagione travagliata un po' per tutti. Nel gioco aereo è implacabile, ma deve acquisire parecchia malizia nei duelli coi difensori più arcigni. Il bottino di gol va oltre ogni aspettativa, se si considera l'infortunio che lo ha messo ko nelle ultime settimane. Si spera di trattenerlo.

DI MICHELE 7 - Ectoplasma con Dionigi, decisivo con Pillon. L'esperto attaccante ha preso per i capelli la Reggina, dopo esserne stato l'uomo in meno per qualche settimana. Cosa non abbia funzionato fino a metà marzo non si capisce benissimo. Ha messo lo zampino in momenti di grossa sofferenza, se si pensa ai due assist di Cittadella ed alla punizione contro il Grosseto.

FISCHNALLER 6 - Voto d'incoraggiamento, per un ragazzo spaesato nei primi mesi, finito giustamente in panchina e poi entrato a vivacizzare qualche gara nel finale di campionato. Un solo gol all'attivo, come Campagnacci. Dire che ci si attendesse di più, dal principale investimento del mercato estivo, è un eufemismo. È giovane, ha delle qualità e va tutelato.

GERARDI 7 - Otto partite da titolare, cinque reti. All'inizio ha fatto gol da subentrato. Entrare in ballottaggio con Comi non era semplice. Si è messo a disposizione della squadra, si vede che aveva molta voglia di mettersi in mostra dopo i mesi di inattività ad Udine.

LOUZADA n.g.

Paolo Ficara