Pillon tiene la Reggina in B, Foti deve rilanciare le ambizioni

pillon2di Paolo Ficara - Al termine di una gara in cui la tensione ha preso il posto dei contenuti tecnici, la Reggina ottiene la salvezza sul campo del Vicenza, rimanendo in Serie B senza dover disputare i playout. Sudato il pareggio ottenuto al "Romeo Menti", una superparata di Baiocco è arrivata in contemporanea al gol del Cittadella sull'Ascoli nei minuti di recupero. La classifica emette i propri verdetti. In cima, Sassuolo e Verona vanno direttamente in Serie A, mentre Livorno, Empoli, Novara e Brescia disputeranno i playoff. In coda, retrocedono direttamente Grosseto (28 punti), Pro Vercelli (33), Ascoli (41) e Vicenza (42).

La Reggina è dunque salva senza dover ricorrere ai calcoli della classifica avulsa, ed il pareggio del Lanciano è ininfluente: per regolamento saltano i playout. Ricordiamo anche che sono gravati due punti di penalizzazione, comminati per un presunto tentativo di illecito del 2011. Il sestultimo posto finale è una miseria se rapportato alle aspettative estive, ma è un traguardo che appariva difficilmente raggiungibile a metà girone di ritorno. Le pecche della gestione Dionigi sono sicuramente frutto della sua poca esperienza, ma il sostegno "sui generis" della dirigenza verso il giovane allenatore è la vera nota dolente della stagione. Perché si sottoscrivono due anni di contratto con un tecnico che pratica il 3-4-3, per poi sbagliargli la campagna acquisti ed indurlo ad ulteriori castrazioni del già ridotto potenziale offensivo?

Le due vittorie consecutive, diventate tre nelle prime quattro partite, hanno contraddistinto l'inizio di Bepi Pillon sulla panchina della Reggina. Il baffuto di Preganziol ha dato fondo a tutta la propria esperienza, mettendo subito al riparo gli amaranto dal rischio di una retrocessione diretta. Le successive sconfitte contro Ternana e Sassuolo, coincise con risultati positivi delle dirette concorrenti, hanno scoperchiato tutte le tensioni interne. Dopo aver messo in preallarme Franco Gagliardi per un ulteriore subentro, Lillo Foti ha gestito la situazione rinnovando la fiducia a Pillon. Lì si è deciso il destino.

Enorme l'importanza della figura di Pillon, per una salvezza che era diventata un'impresa prima di recarsi a Crotone. Non sappiamo quanto sostegno abbia trovato, sia nell'ambiente interno che esterno. Probabilmente la tifoseria, unica componente senza secondi fini nel mondo del calcio, gli riconoscerà i meriti ancor più della classe giornalistica o della società. Intanto il giudice supremo, cioè il campo, si è pronunciato. Il tecnico si meriterebbe una riconferma, che probabilmente non arriverà.

Scampato pericolo per la Reggina e per chi avrebbe fatto le maggiori spese in caso di retrocessione, sia in termini sportivo-economici che di gloria. Il presidente può tirare un sospiro di sollievo, l'anno del centenario inizierà in Serie B. Sarà una stagione speciale, la ricorrenza è stuzzicante. Non ci sono più fardelli di contratti onerosi stipulati nella notte dei tempi, e la presenza del salary cap in cadetteria può sicuramente favorire le squadre dal maggior blasone, rispetto alle meteore dal portafoglio gonfio.

Non bisognerà farsi prendere dalla voglia di strafare. Anzi, sarebbe l'ora di valorizzare alcuni dei calciatori che torneranno per fine prestito. Il portiere Kovacsik ed i difensori Camilleri e Di Lorenzo, per citare i più giovani, meritano spazio. Esiste una base da cui ripartire, probabilmente sarà composta da Barillà, Campagnacci, Di Michele, Hetemaj, forse anche Adejo se non ci saranno richieste. La Reggina è ancora comproprietaria di Rizzo e Nicolas Viola, le eventuali cessioni definitive forniranno il budget per la campagna acquisti, anche se riportare alla base il regista attualmente al Palermo sarebbe un bel colpo. Poi serviranno tre acquisti di spessore. I processi di fine stagione? Non qui, i giudizi abbiamo preferito darli in corsa, settimana dopo settimana. Esprimersi a bocce ferme è troppo comodo, da sempre.