di Paolo Ficara - Forse non vale né come il famoso gol di Cirillo all'Olimpico, né come la realizzazione di Bonazzoli nell'1-2 a Modena del 2004, ma la prodezza di Alessio Campagnacci sul campo del Cittadella finirà nell'album dei ricordi della Reggina. L'attaccante umbro ha regalato una delle gioie più belle da quando gli amaranto sono tornati in B, ed il suo gol è arrivato a coronamento di un'altalena di emozioni in una gara iniziata con poco spirito e finita in gloria.
Diversi calciatori hanno sottolineato l'intervento verbale di Lillo Foti negli spogliatoi, all'intervallo. Il presidente deve aver suonato la carica, mettendo la squadra di fronte alla possibilità di salvarsi, specie in virtù delle disgrazie che stava patendo il Vicenza sul proprio campo contro l'Empoli. A differenza di quanto avvenuto nel recente passato, le sue parole hanno fatto effetto come ai bei tempi, dando il giusto supporto al lavoro di Bepi Pillon.
Non si può infatti non notare come la Reggina abbia aumentato la propria pericolosità dopo le sostituzioni. L'ingresso di Fischnaller ha consentito di cambiare modulo, mentre Campagnacci ha letteralmente spaccato la partita. Le difficoltà atletiche patite nel primo tempo sono state lasciate agli intontiti avversari, ed i cinque minuti finali gli amaranto li hanno giocato con ben tre forze fresche a centrocampo. Se Armellino è entrato al posto di Colucci anziché di una punta, il coraggio dell'allenatore va rimarcato.
È la quarta vittoria nelle nove partite della gestione Pillon, il quinto successo della Reggina nel girone di ritorno e l'undicesimo complessivo. Dire che ci sarà tempo a fine stagione per analizzare tutto è una frase fatta. Si volevano i risultati e stanno arrivando, mettersi a sottilizzare sul bel gioco è da prevenuti. Per mostrare un buon calcio servono anche gli interpreti giusti nei ruoli giusti, e questo lo sa un Foti molto lucido nel dichiarare, a caldo, che "dobbiamo venire fuori da una stagione strana, con poche gioie e tanta difficoltà".
Ci limitiamo a ricordare che le poche gioie e le tante difficoltà appartengono praticamente a tutte le ultime quattro annate della Reggina, quindi si dovrà stare molto attenti nella "raccolta differenziata", quando bisognerà tenersi strette le prime e cestinare le seconde. Tornando all'obiettivo attuale, cioè la salvezza, inutile arrovellarsi il cervello con tabelle, ipotesi e calcoli: in questo momento la Reggina farebbe saltare il banco dei play-out, sabato bisogna provare a battere il Grosseto. In caso di vittoria, si potranno guardare i risultati di Cittadella, Ascoli e Vicenza e capire se la pratica salvezza sarà già chiusa.