di Paolo Ficara - Se la settimana della Reggina può definirsi relativamente tranquilla, va ringraziato anche il Padova di Emiliano Bonazzoli. In uno dei due posticipi del lunedì, la squadra allenata da Fulvio Pea si è imposta in casa dell'Ascoli, evitando che gli amaranto venissero scavalcata in classifica dai marchigiani.
Adesso, essendo di nuovo in lotta per i play-out, Emiliano Bonazzoli spera nella vittoria di una delle sue ex squadre, sabato al "Granillo". Ovvero la Reggina, affinché freni la corsa del Brescia. Questo il principale argomento trattato dal Dispaccio in questa intervista con un fresco ex, cresciuto con le Rondinelle ma ormai legato alla sponda calabrese dello Stretto.
Come ti è sembrato l'Ascoli dal punto di vista psicofisico?
"Con la sconfitta di lunedì, sotto il profilo mentale che adesso conta moltissimo in questo periodo, non è sicuramente un momento positivo. Sabato andrà ad affrontare il Verona, sulla carta lo aspetta un finale di campionato abbastanza complesso. Sicuramente è stato un risultato che influirà molto sul morale dell'Ascoli".
La Reggina ha motivo di spaventarsi?
"Vedendo la classifica, non è in una posizione positiva. Mancano quattro partite, può succedere di tutto e ci sono ancora dodici punti in palio. Ha pareggiato a Crotone, sulla carta è un buon risultato. Non si deve scoraggiare".
Hai giocato a Reggio con Di Michele, e l'anno scorso stavate per tornare compagni quando ti ha richiesto il Lecce. Vi tenete in contatto?
"Non ci sentiamo, ma conservo un buon ricordo. A Reggio abbiamo fatto ottime cose, siamo stati vicini a tornare a giocare insieme l'anno scorso. Purtroppo le strade sono state diverse. David è un giocatore che un attaccante come me vorrebbe sempre vicino. Sta facendo bene con la Reggina. Deve continuare, per il bene della squadra e dei tifosi".
Considerando che la società, negli ultimi anni, ha rinunciato a gente come te o Tedesco, te l'aspettavi che intervenisse a gennaio acquistando elementi di esperienza?
"Sono state fatte delle scelte, si è puntato sui giovani. Magari, vedendo gli acquisti di gennaio, si è tornarti su quelle decisioni, prendendo giocatori esperti come anche Colucci e Gerardi. Sono decisioni, vanno rispettate".
A proposito di calciatori esperti, Caracciolo sta ricominciando a buttarla dentro. È lui il principale pericolo da temere nel Brescia?
"Ultimamente Caracciolo sta facendo molto bene, avendo realizzato due doppiette nelle ultime due partite, tra cui quella a Verona. È una squadra molto forte, partendo dalla difesa. Anche se lunedì ha preso quattro gol, la loro retroguardia è tosta e solida. È fuori dalla zona play-off solo per un punto, il Brescia ci crede ancora".
L'ambiente bresciano ed il presidente Corioni spingeranno la squadra a non mollare?
"Penso che pure i giocatori saranno i primi a crederci, essendo ad un punto dal Varese. L'ambiente lo conosco, si farà sentire e darà una mano. Non è una piazza che si accontenta di un campionato tranquillo, ci credono tutti".
Una volta erano due le componenti, a Reggio Calabria, che spingevano di più: il presidente e l'ambiente. Chi ha perso più colpi?
"Come dicevo prima, mancano quattro partite e ancora nulla è perduto. Sono state fatte prima delle scelte e poi altre, ma bisogna rispettarle ed attendere la fine del campionato prima di dare giudizi. La Reggina è partita per salvarsi ed è ancora lì".
Tu ti saresti atteso un altro tipo di scelte, qualche mese fa?
"Per quanto mi riguarda è un discorso chiuso. Si è deciso così tra me e la società, il capitolo è chiuso. Non voglio più tornarci, recriminare non serve. Sono state prese queste strade. Prima di tirare le somme sulle scelte del presidente, bisogna arrivare alla fine del campionato".
Che differenza c'è tra la Reggina di dieci anni fa, in cui hai dato un enorme contributo per salvezza in Serie A, e quella di oggi?
"Anni diversi, giocatori diversi. Ormai anche la Serie B è un campionato molto diverso dalla A. C'era gente di esperienza, con tanti campionati alle spalle in massima serie. Adesso in cadetteria ci sono difficoltà, ci sono tanti giovani e qualcuno inesperto. Il campionato è lungo e logorante sotto l'aspetto mentale. Sono due cose ben diverse".
Ha più possibilità il Padova di arrivare ai play-off o la Reggina di salvarsi senza passare dai play-out?
"Col Padova abbiamo fatto un passo avanti, uscendo dalla lotta per la zona bassa con l'ultima vittoria, siamo lì in lotta per i play-off, mancano quattro partite ed è giusto crederci. Alla Reggina tengo moltissimo, ho vissuto annate bellissime. Spero con tutto il cuore che si salvi, anche all'ultimo minuto dell'ultima partita".
Cosa vuoi dire ai tuoi ex compagni?
"Di crederci fino alla fine, non è ancora stabilito niente. Non bisogna abbattersi se una partita va male, ci sono le possibilità per tirarsi fuori da questa situazione".