di Daniela Liconti (foto di Teresa Libri) - Le verità nascoste sono dappertutto. Ce ne rendiamo conto ogni giorno di quante siano le domande in attesa di risposte che un numero sempre crescente di cittadini si fa. Di verità nascoste e mezze verità si è parlato ieri al ventennale della Gerbera Gialla con giornalisti e servitori dello Stato del calibro del procuratore Federico Cafiero De Raho e del sostituto della Dda Giuseppe Lombardo. Uomini che hanno fatto della ricerca della verità il centro della loro missione. Ascolto Lombardo raccontare del suo metodo di lavoro, dei tentativi di informatizzazione di archivi e risultanze e di quanto si è fatto per ostacolarlo, metterlo in condizioni di rallentare e desistere, fino alle intimidazioni che lo hanno costretto a bloccare le indagini.
Ma se da una parte ci sono uomini dello Stato capaci che sanno bene quali siano i loro compiti e cercano di tener fede ai loro impegni con costanza, metodo e una immensa dose di senso dello Stato, dignità e coraggio, alzando lo sguardo vediamo altre verità di cui troppo poco si parla.
Uno Stato che vuole davvero combattere la criminalità organizzata non lascia soli i suoi uomini migliori, senza mezzi, uomini né strumenti adeguati. Uno Stato che vuole liberarsi dalla morsa delinquenziale lotta e mette in campo ogni risorsa possibile, non lascia le sue auto senza benzina, gli uffici senza carta, i posti chiave scoperti per mesi. Uno Stato forte mette nell'angolo i suoi rappresentanti collusi, associati, opachi, li confronta con le loro responsabilità e presenta loro il conto del disastro, non li promuove a più alti ranghi perché possano fare maggiori danni altrove. Uno Stato di legalità sa che chi sbaglia deve pagare e che rubare è sbagliato. Uno Stato degno di questo nome non tradisce e inganna la sua comunità ma alza la testa e affronta la verità. Ma soprattutto deve dichiarare chiaramente da che parte sta senza alimentare dubbi e confusione, che fiaccano speranze e fiducia della comunità.
Anche questa è un'altra verità, quella della gente che non crede più nella giustizia. Come dar loro torto?