di Daniela Liconti - Gli interventi del fondatore di Emergency Gino Strada a "Che tempo che fa" e a "Servizio Pubblico", hanno avuto il merito di riportarci alla realtà, a sgombrare il campo dai discorsi fumosi cui ci hanno abituati per vedere le cose con la sua stessa chiarezza, quella di chi è abituato al fare.
L'argomento era tanto per cambiare la situazione di stallo del Paese e le sue molteplici sfaccettature, e chi come lui è abituato a far fronte ai bisogni e alle emergenze sa che prima di agire bisogna chiamare le cose con il proprio nome, che mettere ordine nelle parole è il primo passo per definire la direzione da seguire. "Non la chiamo crisi – afferma Strada - perché per me non esiste questa entità astratta. Va chiamata col nome vero: un brutale approfondirsi dell'ingiustizia sociale".
Inquadrare la situazione in quest'ottica apre molti diversi canali di domande e risposte. Il 44% dei pensionati sopravvive con meno di €1000 al mese e il 13,3% non supera i €500; le donne percepiscono assegni d'importo medio inferiore del 30,5% rispetto a quanto ricevuto dagli uomini (dati ISTAT), e la disoccupazione dilaga in modo trasversale a fronte di liquidazioni e stipendi milionari di manager, direttori d'azienda – fino a 10.000 volte lo stipendio di un loro operaio - e politici nullafacenti.
Strada cita il recente rapporto dell'Organizzazione Mondiale della Sanità secondo cui il principale parametro per determinare la salute di un Paese è il grado di giustizia sociale. Un esempio per tutti, la Grecia, Paese in cui al peggioramento dell'ingiustizia sociale corrisponde un drammatico aumento di malattie e decessi.
La salute è un altro importante ambito in cui sempre più gli interessi economici prevalgono sui diritti sanciti dall'art. 32 della Costituzione. "Gli ospedali sono diventati aziende il cui interesse non è più la salute delle persone ma il fatturato. Prova ne sia il rimborso a prestazione, una follia sociale, scientifica ed etica che ha trasformato i medici in altro. Ciò che conta oggi è il numero di prestazioni erogate, con conseguente aumento dei profitti. Il profitto va abolito dalla sanità pubblica; se così fosse, ci sarebbero a disposizione 30 mld di euro da investire. E' interesse comune che ci sia un sistema nazionale efficace che prenda in carico il diritto alla salute; il privato, lo faccia con le sue risorse, non con i nostri denari." Per contrastare in parte l'emergenza nazionale, la risposta di Emergency è "Programma Italia" per la tutela della salute degli indigenti, che oggi annovera moltissimi cittadini italiani (15%) che non possono pagare neanche il ticket. Oltre all'ambulatorio di Palermo, Emergency ne aprirà a Napoli e a Polistena.
A proposito di sanità pubblica e gratuita.
Se allarghiamo lo sguardo a tutti quei diritti che fanno di un Paese un'entità civile, allo stato sociale, le cose non cambiano. Scuola, università, lavoro, informazione: tutto è stato ricondotto a logiche aziendali di bassa lega a scapito della qualità e dell'equità di accesso, azzerrando i nostri diritti.
Tra le discussioni sull'irresponsabile bagarre politica di questi giorni, i contrasti interni dei partiti e le solite scaramucce di potere che suonano sempre più surreali a quanti devono fare i conti ogni giorno con la sopravvivenza in un Paese ridotto all'agonia, le riflessioni asciutte ed esatte di Strada riportano ad una cifra di realtà innegabile.
La distribuzione impari della ricchezza e la povertà che avanza (615 nuovi poveri ogni giorno negli ultimi 5 anni) è alla base di uno squilibrio sociale ed economico in continua crescita. Governare significa tenere in mano il timone di un Paese conducendolo verso una rotta ben tracciata che tenga conto dei bisogni e delle risorse, attrezzandosi a contrastare efficacemente insidie e difficoltà. Per fare questo bisogna prefiggersi una meta, degli obiettivi.
Il timone c'è. "Basterebbe applicare i principi della Costituzione", sostiene Strada, per avere già un programma di governo equo e rispettoso della persona, tracciato su un solco di incontestabile giustizia sociale. Certe cose non sono di destra nè di sinistra ma solo giuste e necessarie. Chiediamo alla politica di riprendere il controllo di sé e ai politici di uscire dal misero perimetro del loro cortile: per trovare le risposte, non è necessario guardare troppo lontano.