Il sistema dei trasporti pubblici locali ha subito negli ultimi due anni a causa della crisi economica dei tagli insostenibili alle risorse pubbliche. In Italia il settore comprende oltre 200 imprese che fanno muovere ogni giorno circa 15 milioni di persone, e danno lavoro a 116.000 autoferrotranvieri. Dal 2010 al 2012 la riduzione di risorse complessiva per il settore è stata di 893 milioni di Euro nel 2012 (-17 %). A questi tagli si somma la crisi di liquidità delle aziende dovuto al ritardo dei pagamenti di Regioni ed Enti Locali. Con questi tagli le aziende per poter sopravvivere hanno dovuto aumentare le tariffe, tagliare i servizi, bloccare il turn over, ricorrere a misure straordinarie come esodi incentivati, contratti di solidarietà difensiva ed in alcuni casi utilizzare degli ammortizzatori sociali in deroga. "La Calabria si è mossa con ritardo nell'affrontare il problema, ed è in ritardo in tutte le fasi della riforma comprese quelle relative alle gare che avrebbero potuto far razionalizzare i servizi in un'ottica di sistema, invece di attuare semplicemente tagli lineari per consorzio/azienda lasciando invariati sia i servizi in parallelo ed in sovrapposizione compresi quelli tra gomma e ferro. Già nel 2012, sono stati tagliati servizi per oltre 4 milioni e 700 mila chilometri (oltre 7 milioni di euro), con grande sofferenza sia per le aziende che per gli utenti. (D.G.R. n 147 del 30 marzo 2012)" dice il consigliere regionale del Partito Democratico, Demetrio Naccari Carlizzi. Ad oggi Le risorse certe per il TPL calabrese per il 2013 sono circa 28 milioni in meno rispetto al 2012.Essendo stati già effettuati fino ad oggi i servizi per intero la Regione sta per approvare nella seduta di giunta del 20 maggio 2013, in mancanza della copertura finanziaria dei servizi fino a dicembre, un taglio lineare a partire da luglio di oltre il 30% (si parla anche del 50%) dei servizi: "Ciò significherebbe – prosegue Naccari - la chiusura di alcune aziende con un calo consistente dei livelli occupazionali con gravi conseguenze sull'economia calabrese. Il settore TPL comprende oltre 5.000 addetti, cui va aggiunto l'indotto.Tra tutti gli altri problemi vi è anche quello di una forte riduzione dell'accessibilità dei comuni pedemontani e montani. Attualmente moltissimi comuni calabresi sono collegati con pochissime corse (in media 3-4 corse al giorno comprensive di quelle scolastiche), dopo i tagli di "razionalizzazione" che la Regione ha effettuato negli ultimi anni. Un ulteriore taglio rischia di isolare completamente queste comunità che hanno già peraltro, come evidenziato dall'ultimo censimento Istat, subito uno spopolamento dovuto alla mancanza di interventi sia sul sistema economico/produttivo sia sul sistema infrastrutturale. Viene meno quindi il diritto alla mobilità per la popolazione calabrese. E' necessario che si tenga una seduta del Consiglio Regionale per affrontare il tema dei livelli essenziali delle prestazioni nel settore del trasporto pubblico locale e delle scelte della Regione. Nel frattempo spero che l'assessore abbia modo di bloccare un taglio che sarebbe esiziale per il trasporto pubblico e le aziende del settore" conclude Naccari.