Alberto Cisterna deve essere nominato procuratore di Ancona entro 60 giorni. Il Tar del Lazio ha confermato gli effetti di una sua precedente sentenza (ribadita dal Consiglio di Stato), dichiarando la nullita' del conferimento dell'incarico all'ex pm di Bologna, Elisabetta Melotti, alla carica di procuratore del centro marchigiano. Pronuncia favorevole per Cisterna in uno dei tanti ricorsi che l'ex numero due della Dna ha presentato in seguito alle vicende giudiziarie che lo coinvolgeranno. Nella fattispecie, la querelle relativa alla Procura di Ancona inizierà nel gennaio scorso, quando il Gip di Reggio Calabria archivierà' il procedimento per corruzione in atti giudiziari nei confronti del magistrato, nato sulla base di dichiarazioni del boss pentito della 'ndrangheta Antonino Lo Giudice. In seguito all'inchiesta, il Csm avvierà un procedimento disciplinare, conclusosi nel maggio 2012 con il trasferimento del magistrato reggino al Tribunale di Tivoli (sulla vicenda pende un altro ricorso al Tar, e si e' in attesa della la pronuncia della Consulta). Nel frattempo pero', il Tar deciderà che Cisterna debba andare ad Ancona invece di Elisabetta Melotti, ritenendo il giudizio di prevalenza attribuito a quest'ultima non giustificato. Decisione, questa, non ritenuta valida dal Csm, che, con una nuova delibera, confermerà la sua preferenza per l'ex pm di Bologna alla procura marchigiana. Di li' si arriverà a un nuovo ricorso di Cisterna, per chiedere l'esecuzione della sentenza che lo indicava come Procuratore di Ancona. Adesso, infine, la decisione del Tar, che ordina al Consiglio Superiore della Magistratura di nominare Cisterna come procuratore di Ancona. Meno 60 giorni all'alba.