"Diventa politicamente rilevante ed anche significativa l'ipotesi che i congressi territoriali, regionali, provinciali e comunali, si celebrino all'esito del congresso nazionale proprio perché, ferma l'autonomia dei territori disegnata nell'ottica di un Partito federale vi sia però possibilità di un confronto democratico aperto e partecipato, sulla base delle linee nazionali che solo il congresso di ottobre potrà definire. Aggiungasi che la base partecipativa dei congressi territoriali non può essere limitata e condizionata da tesseramenti antichi, contestati e probabilmente realizzati con metodologie non rispondenti alle concrete esigenze di vita democratica. Tutto ciò ci induce a considerare positivamente l'idea di un rinvio sorretta da adeguate motivazioni politiche in coerenza con ciò che accadrà a livello nazionale. Ovviamente ciò non significa che debba permanere in Calabria il regime di commissariamento. Mutuando ciò che è accaduto recentemente, si può convocare con urgenza, l'Assemblea Regionale, mai commissariata per individuare, con grande senso di responsabilità, la figura di un coordinatore di garanzia che guidi il Partito sino alla celebrazione dei Congressi territoriali. Sarebbe questo un segnale forte di autonomia della classe dirigente locale che avverte la necessità di riprendere un cammino politico da troppo tempo interrotto".
Ad affermarlo è l'area renziana del Partito Democratico calabrese, per bocca di
Ernesto Magorno (Deputato) Salvatore Perugini (Vicepresidente ANCI), Roberto Rizzuto (Coordinatore Regionale "Matteo Renzi Adesso!"), Alcide Lodari (Coordinatore Provinciale Comitati pro Renzi - Catanzaro), Arturo Pantisano (Coordinatore Provinciale Comitati pro Renzi – Crotone), Demetrio Naccari Carlizzi (Coordinatore Provinciale Comitati pro Renzi - Reggio Calabria), Gianluca Callipo (Coordinatore Provinciale Comitati pro Renzi - Vibo Valentia(Roberto Castagna (Segretario Generale UIL Calabria).