Un abbraccio mancato, e adesso recuperato, quello che la comunità di Brescia ha riservato a Benedetto (Nuccio) Tortorici che, nella città lombarda, ha perso suo figlio nella tragedia di San Polo lo scorso anno. Il papà di Domenico, il giovane vittima insieme alla fidanzata Chiara, alla madre di lei, Francesca e a Vito, torna a Brescia dopo quei momenti drammatici in cui vi si era recato per il riconoscimento del corpo del figlio e la prima udienza del processo a carico dell'ex marito di Francesca, Mario Albanese, accusato di omicidio volontario plurimo. Un ritorno difficile e doloroso ma questa volta c'è una comunità ad attenderlo per ricordare anche il suo Domenico. Nuova tappa di memoria lo scorso 17 maggio a Brescia, dopo quella di Reggio Calabria, dei due giovani, della loro storia di amore e della loro morte atroce. L'occasione è stata quella della presentazione del libro Domenico e Chiara, amore e dolore di padre. Brescia, 4/3/2012 (Città del Sole Edizioni) promossa presso la Casa delle Associazioni, sita proprio nel quartiere in cui il dramma si è consumato. Una ferita che lacera ma, nel segno della luce dei sorrisi e dell'amore tra Domenico e Chiara, può generare anche un seme di cambiamento.
Una speranza testimoniata dal grande coinvolgimento dei ragazzi dell'Istituto comprensivo Est 2 di San Polo che hanno raccontato il loro lavoro di approfondimento sul femminicidio.
Il progetto editoriale è nato dal bisogno del papà di Domenico, Benedetto Tortorici, di raccontare il dolore di un padre sopravvissuto al più giovane dei suoi figli. A questo memoriale, cuore della pubblicazione, si affiancano i contributi dei curatori Anna Foti e Domenico Malara, presenti anche a Brescia, la testimonianza di Dino Matalone, papà di Chiara, e altri contributi in ricordo dei due giovani. Il volume si chiude con un fumetto che racconta la storia di amore dei due giovani - "I Girasoli non appassiscono" - realizzato da Umberto Giampà. Un progetto cui ha aderito anche il circolo culturale Rhegium Julii di Reggio Calabria.
Sponsor della pubblicazione sono l'Associazione "Nuova Solidarietà" e l'Avis, sezioni di Reggio Calabria e Villa San Giovanni, tutte realtà associative di volontariato in cui i giovani erano impegnati.
Il volume, la cui presentazione presso il salone internazionale di Torino presso lo spazio relax della regione Calabria per motivi organizzativi non ha avuto luogo pur essendo stato esposto il volume, si propone di tenere viva la memoria dei giovani reggini, Domenico Tortorici e Chiara Matalone, vittime della strage di San Polo di Brescia, avvenuta nel marzo dello scorso anno. Quella maledetta notte del 4 marzo 2012, Mario Albanese, un camionista di 34 anni, sparò alla ex moglie, Francesca Alleruzzo, e al suo nuovo compagno, Vito Macadino, uccidendoli. Poi, salito in casa, sparo e uccise nel sonno anche Chiara, figlia 19enne della ex compagna, nata da una precedente relazione della donna, e il suo fidanzato Domenico. Un evento che sconvolse tutta la comunità reggina ed anche quella di Brescia. Due città che adesso hanno condiviso questo dolore. Lo hanno condiviso anche con i familiari di Vito Macadino. Presenti infatti la sorella Rosa Anna e l'ex moglie Vita Prestia.
Ad un anno dalla strage di San Polo, il progetto "Il Quartiere come bene comune", associazioni e scuole, unitamente ad istituzioni e servizi di riferimento, hanno inteso rispondere alla sollecitazione dei familiari e degli amici di Domenico e Chiara, con questo momento di memoria, riflessione ed informazione in ricordo di quanto avvenuto il 4 marzo 2012.
Collocato nell'ambito del progetto "Quartiere Bene Comune" e patrocinato dall'assessorato comunale alle Politiche Giovanili, l'incontro è stato introdotto dalla responsabile del progetto Adriana Mostarda e si è aperto sulle immagini dell'amore di Domenico e Chiara seguite dalle riflessioni dei ragazzi dell'istituto comprensivo Est 2 di San Polo a Brescia, diretto da Beatrice Spallinger.
Enrico, Elisa, Laura, Andrea, Lara, Simone, Valentina, Giovanni: ecco i ragazzi che hanno vinto la loro timidezza e sollecitati dalla loro insegnante Erminia Caruso (coadiuvata da Antonella Calabrò, Chiara Calabrò ed Emanuela Mariani), dinnanzi al papà di Domenico hanno testimoniato la speranza di un cambiamento possibile, la speranza di un futuro di rispetto dell'altro e senza più violenza. L'intervento della scuola ha attestato la volontà da parte della casa Associazioni di voler coinvolgere tutta la comunità in questa tappa di memoria. Momento che gli stessi ragazzi hanno fatto loro con grande senso di responsabilità, declinando sul tema del femminicidio la loro attività all'interno del progetto sulla Legalità che ha coinvolto anche le loro famiglie.
Dopo l'illustrazione dei pannelli informativi realizzati dai ragazzi e l'interpretazione di alcune poesie, la maestra Patrizia Panada, collega di Francesca Alleruzzo, ha letto alcuni passi del volume.
Quindi la gratitudine espressa da Nuccio Tortorici con l'apprezzamento per l'impegno dei ragazzi nei quali rivede il suo Domenico e la vita felice che aveva immaginato per lui prima della
tragedia. Da qui la decisione di istituire un'altra borsa di studio da unire a quelle che il prossimo anno l'associazione "Amici di Domenico e Chiara" (cui sono interamente devoluti gli introiti del libro) destinerà a due giovani in difficoltà degli istituti in cui i due ragazzi si erano diplomati a Reggio (ITIS "Panella Vallauri" – ITC "Piria" Reggio Calabria). Tale borsa di studio sarà destinata anche ad un ragazzo dell'Istituto Comprensivo Est 2 di San Polo che così intensamente ha risposto all'invito della Casa delle Associazioni per ricordare Domenico e Chiara.
L'incontro bresciano, inserito anche in un calendario di appuntamenti che si protrarrà fino al mese di ottobre, con al centro proprio il tema della violenza sulle donne di cui i due giovani di Reggio Calabria sono state vittime indirette, è stato occasione di confronto ed informazione su questo tema, con l'intervento della sociologa Elisabetta Donati, e sui servizi che la Casa delle Donne, diretta da Piera Stretti, pone a disposizione per prevenire il fenomeno e per supportare le donne vittime di violenza. Operativa dal 1989, ha già accolto 5000 donne, quasi 400 lo scorso anno e già 140 quest'anno. Prezioso anche l'intervento del giornalista di Brescia Oggi, Giuseppe Spatola, che ha curato anche un contributo per la pubblicazione e che ha raccontato il dramma di quei giorni. In chiusura anche il plauso della consigliera di Parità della provincia di Brescia Anna Maria Gandolfi.
L'iniziativa ha coniugato la memoria con il servizio al territorio in tema di violenza sulle donne e di sensibilizzazione delle nuove generazioni. Un modo concreto per arricchire il momento di incontro tra le due comunità, nel segno del ricordo di Domenico e Chiara.
La violenza di quella notte ha colpito due città: Brescia e Reggio Calabria e questa ha voluto essere l'occasione di incontro di due comunità che hanno vissuto, e adesso anche condiviso, lo stesso dolore che coraggiosamente familiari ed amici delle vittime, sia a Reggio che a Brescia, hanno trasformato in impegno.