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“La giustizia non si divide”: Liprino presenta a Reggio Calabria il saggio sulla riforma della separazione delle carriere tra diritto e cittadinanza attiva

Presentato a Palazzo Alvaro il volume La giustizia non si divide del magistrato Alessandro Liprino, consigliere della Corte d’Appello di Reggio Calabria, già pubblico ministero e avvocato per tredici anni, nonché docente universitario. Un saggio che si inserisce con rigore giuridico e chiarezza argomentativa nel dibattito pubblico sulla riforma costituzionale della cosiddetta “separazione delle carriere”, tema destinato a culminare nel referendum confermativo del prossimo 22 e 23 marzo.

Il libro, edito da Città del Sole Edizioni e impreziosito dalla prefazione di Antonino Laganà, componente togato del Consiglio superiore della magistratura e della sezione disciplinare, si propone come uno strumento di orientamento per i cittadini chiamati a esprimersi su una riforma che incide direttamente sull’assetto costituzionale dei poteri dello Stato. A moderare l’incontro la giornalista Marcella Giustra di Reggio Today, che ha curato anche la sinossi del volume.

Ad aprire i lavori i saluti istituzionali di Carmelo Versace, sindaco metropolitano facente funzioni di Reggio Calabria, cui sono seguite le relazioni di Caterina Asciutto, magistrata e componente del Consiglio giudiziario, e di Antonio Scortecci, anch’egli magistrato. I due relatori hanno affrontato con taglio analitico i nodi più problematici della riforma, chiarendo come essa non si limiti a una mera riorganizzazione delle carriere, ma comporti una modifica profonda di articoli della Costituzione, incidendo sull’equilibrio tra poteri e sulle garanzie poste a tutela dei cittadini.

La magistrata Asciutto ha posto l’accento sul previsto raddoppio del Consiglio superiore della magistratura, oggi organo unitario, che verrebbe sostituito da due consigli separati, nonché sui nuovi meccanismi di selezione dei membri togati basati sul sorteggio. Un sistema che, secondo l’analisi proposta, rischia di indebolire la rappresentatività e la responsabilità di un organo costituzionale di primaria importanza.

Il magistrato Scortecci si è invece soffermato sull’introduzione dell’Alta Corte disciplinare, prevista dal nuovo articolo 105 della Costituzione, destinata ad assorbire la funzione disciplinare oggi attribuita al Csm. Una scelta che, ha sottolineato, solleva interrogativi rilevanti in termini di autonomia e indipendenza della magistratura.

Ampio spazio è stato dedicato anche al confronto comparato con gli ordinamenti stranieri, Germania, Francia, Spagna, Regno Unito e Portogallo, quest’ultimo, spesso evocato ad esempio dai sostenitori della riforma. I relatori hanno evidenziato come tali modelli presentino assetti istituzionali profondamente diversi da quello italiano e non possano essere assunti acriticamente come termine di paragone, specie laddove le garanzie di indipendenza del pubblico ministero risultano strutturalmente differenti.

Nel suo intervento, Alessandro Liprino ha chiarito la genesi e le finalità del volume: “Non scrivo per difendere una categoria-ha affermato- ma da cittadino per altri cittadini. La Costituzione è di tutti ed è giusto che ogni sua modifica sia frutto di scelte consapevoli e ampiamente condivise. Non vi chiedo di fidarvi di me, vi chiedo di leggere, riflettere, documentarvi, decidere con la vostra testa. Se dopo averlo letto sarete ancora favorevoli alla riforma, avrete almeno scelto con consapevolezza. Se invece doveste condividere i miei dubbi su quanto la riforma sia pericolosa, mi invito a parlarne con amici, familiari e colleghi”.

Alla domanda rivolta dalla giornalista al magistrato a chi si rivolga il libro, la risposta è stata netta: “A tutte le persone di buona volontà, a chi vuole informarsi prima di recarsi alle urne, senza affidarsi a slogan o semplificazioni. È una guida per orientarsi, che espone con linguaggio semplice e onesto sia le ragioni di chi sostiene la riforma sia le obiezioni di chi la contesta”.

Tra gli interrogativi che attraversano il saggio e che sono stati rilanciati nel dibattito pubblico, emergono con forza: “Perché una riforma di tale portata viene approvata a tappe forzate, senza un confronto ampio, contro il parere del Csm e dell’avvocatura? Cui prodest, a chi giova davvero questa accelerazione legislativa?

Di particolare rilievo il contributo del magistrato Letterio Dedomenico, sostituto procuratore aggiunto della Repubblica di Palmi e vicecoordinatore del Comitato “Giusto Dire No”, che ha messo in guardia dal rischio di trasformare il pubblico ministero da figura imparziale a vero e proprio avvocato dell’accusa.

Il dibattito si è poi aperto agli interventi del pubblico. Significativa la domanda di Giorgia, studentessa del Liceo classico Campanella, che ha chiesto se i giovani elettori siano stati sufficientemente informati su una riforma tanto complessa. Tra gli altri interventi, quello del dottor Sandro Vitale dell’Ampa (Associazione Meridionale di Partigiani e Antifascisti) Ventiquattro aprile, che ha sottolineato la necessità di un coinvolgimento diffuso dei cittadini contro quello che ha definito “un progetto di stravolgimento costituzionale”. Il dottor Giovanni Suraci, scrittore e coordinatore dei Poeti per la Pace, ha richiamato all’ attenzione dei presenti l’articolo 54 della Costituzione, soffermandosi “sul dovere di disciplina e onore cui sono tenuti coloro che esercitano funzioni pubbliche” e sull’importanza della promozione di altri incontri con i cittadini prima del referendum. L’avvocato Antonio Talia ha infine posto una riflessione ai magistrati: “Può il sorteggio, applicato a organi costituzionali, essere considerato un’evoluzione o piuttosto un’involuzione del diritto?

A chiudere l’incontro i saluti dell’editore Franco Arcidiaco di Città del Sole Edizioni, che ha ribadito l’entusiasmo con cui la casa editrice ha sostenuto sin dall’inizio il progetto di Liprino. Una presentazione che si è rivelata non solo un momento culturale, ma un autentico esercizio di cittadinanza attiva, nel segno della Costituzione e della responsabilità democratica.

Liprino si congeda lasciando ai presenti un’ultima riflessione: “La democrazia non è qualcosa che ci viene dato una volta per tutte. E’ qualcosa che dobbiamo difendere ogni giorno. Questo referendum è uno di quei momenti in cui la didesa è necessaria perché la Costituzione è di tutti, non lasciamo che diventi di pochi!”.

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