«Il mondo vero è diventato una favola» scriveva Friedrich Nietzsche.
Oggi, con Maurizio Ferraris, potremmo ben dire che «il mondo vero è diventato un reality». Di questo si discuterà venerdì 6 febbraio alle 21.00 al Planetarium Pythagoras Città Metropolitana di Reggio Calabria, nel secondo appuntamento della rassegna: “Lo strappo nel cielo di carta”.
Il tema della serata ruoterà attorno a un nome che è già un programma: Truman Burbank. Si tratta del protagonista del film «The Truman show», diretto da Peter Weir nel 1998.
Truman Burbank è un trentenne apparentemente pieno di vita e sempre sorridente, che non sa di essere il protagonista involontario di uno spettacolo televisivo: The Truman Show, un racconto sulla sua stessa vita, ripresa in diretta sin dalla nascita.
La vita di Truman prima è diventata una «favola» e, quindi, un «reality show». Ma che succederebbe se si venisse a creare uno «strappo nel cielo di carta» delle scenografie televisive? A guidare la riflessione sarà il professor Gianfranco Cordì, filosofo appartenente alla corrente del Nuovo Realismo fondata dallo stesso Ferraris.
Il «realytismo», del quale il film di Peter Weir è espressione, revoca qualsiasi realtà al reale. E al suo posto imbastisce una quasi-realtà con forti elementi favolistici che poggia su tre meccanismi: giustapposizione (programmi tv incongrui messi in sequenza), drammatizzazione (elementi reali amplificati con attori) e onirizzazione (la vita del reality: sogno o realtà?).
Il napoletano Luciano, trentenne sposato e con due figli, gestisce una pescheria insieme ad un cugino e per arrotondare mette in atto piccole truffe insieme alla moglie Maria.
Luciano, però, ha un sogno: partecipare a un celebre reality show.
Il suo desiderio si trasformerà ben presto in una vera e propria ossessione che gli farà credere di vivere una realtà distorta, mettendo in serio pericolo gli equilibri familiari e la sua stessa esistenza. Riuscirà a evadere da questa realtà contraffatta e tornare alla normalità? Questa è la trama del film Reality di Matteo Grarrone, girato nel 2012. Essa esprime l’esatto contraccolpo del sogno del reality. Credere che la realtà sia come un sogno che non può fare male e che appaga, conduce a scontrarsi con quelle che Hegel chiamava «le dure repliche della storia».
Tra sogno e realtà, dunque, Gianfranco Cordì condurrà i presenti nei dintorni di quello «spettro che si aggira per l’Europa»: meglio un format televisivo o la dura vita quotidiana?
