Il Carnevale, prima ancora di essere una festa, è un esercizio educativo. Perché dietro una maschera non c’è soltanto il travestimento, ma la possibilità per un bambino di immaginare, interpretare, creare e riconoscersi. È su questa dimensione pedagogica del gioco che al Polo Infanzia Maya – Sezione Primavera del plesso Giardini – la ricorrenza più colorata dell’anno è stata trasformata in un momento di crescita, relazione e sviluppo della fantasia.
UN LINGUAGGIO SIMBOLICO CON IL QUALE I BAMBINI SPERIMENTANO RUOLI
A spiegarne il senso educativo è la pedagogista Teresa Pia Renzo, direttrice della Cooperativa Maya. Il Carnevale – sottolinea – non è soltanto divertimento. È un linguaggio simbolico attraverso cui i bambini sperimentano ruoli, esprimono emozioni e rafforzano la propria creatività. Indossare una maschera significa provare a immaginarsi diversi, esplorare possibilità, esercitare la libertà della fantasia.
UN LABORATORIO DI CREATIVITÀ TRA COLORI E CORIANDOLI
I bambini della Sezione Primavera hanno partecipato ad un laboratorio creativo. Guidati dalle educatrici, hanno decorato mascherine utilizzando coriandoli colorati, trasformando un semplice oggetto in una creazione personale ricca di fantasia. Un’attività che ha stimolato manualità, coordinazione e immaginazione, permettendo ai bambini di esprimere liberamente la propria creatività attraverso il colore e il gioco.
IL TRAVESTIMENTO COME ESPERIENZA DI RELAZIONE
Dopo il laboratorio, i piccoli hanno indossato i costumi dei loro personaggi preferiti e festeggiato insieme tra stelle filanti e coriandoli. Un momento di condivisione e socialità che ha rafforzato il senso di appartenenza al gruppo e la capacità di stare insieme agli altri. Attraverso il gioco – evidenzia ancora la direttrice – i bambini imparano a conoscersi, a relazionarsi e a costruire le prime forme di espressione personale.
QUANDO IL GIOCO DIVENTA EDUCAZIONE
Al Polo Infanzia Maya il Carnevale si è trasformato in qualcosa di più di una festa perché attraverso il laboratorio educativo, il divertimento è diventato crescita. La fantasia – conclude la pedagogista Teresa Pia Renzo – non è evasione ma uno degli strumenti più efficaci per aiutare un bambino a sviluppare creatività, autonomia e consapevolezza di sé
