Una mattinata toccante e profondamente formativa è stata quella che si è tenuta il 12 febbraio scorso presso il Palateatro “G. Carrisi” di Mirto Crosia. Il Palateatro ha fatto da cornice alla seconda edizione di “I Care” in memoria della Prof.ssa Anna Maria Ferraro, iniziativa promossa dall’Istituto di istruzione superiore di Cariati (sede di Mirto) diretto dalla prof.ssa Sara Giulia Aiello. Il percorso, anche per questa edizione, si è arricchito di nuovi e profondi riferimenti culturali: la visione pedagogica di don Lorenzo Milani, la visione rivoluzionaria di Maria Montessori, emblema di un’educazione volta alla libertà e alla dignità della persona. Inoltre, in occasione dell’ottavo centenario della morte di san Francesco d’Assisi, gli studenti hanno potuto riflettere sull’attualità della testimonianza del patrono d’Italia.
L’obiettivo primario, perseguito con dedizione dalla Dirigente scolastica la prof.ssa Giulia, è stato quello di offrire ai giovani uno sprone per abitare il mondo con responsabilità. In un tempo complesso, la scuola si fa custode di quel messaggio profondo lasciato dalla professoressa Ferraro: la cura dell’interiorità e il coraggio di dire, con orgoglio, “mi importa”. Alla professoressa Ferraro era stato già dedicato presso la scuola ITE-Liceo scientifico di Mirto il laboratorio per la creatività e l’inclusione “I CARE-Anna Maria Ferraro”, definito il cuore pulsante dell’Istituto scolastico.
La mattinata è stata arricchita da diversi interventi, oltre alle riflessioni della Dirigente scolastica Aiello, del sindaco Maria Teresa Aiello, di don Claudio Cipolla, dagli interventi tematici delle studentesse e degli studenti del triennio dell’ITE-Liceo scientifico di Mirto. Emozionante è stato anche l’intervento del commissario tecnico della nazionale Gennaro Gattuso che in un messaggio ha voluto evidenziare l’importanza di svolgere con passione i propri ruoli nella vita e nelle attività professionali come testimoniano gli esempi di don Milani, della Montessori e della prof.ssa Anna Maria Ferraro. La professoressa Anna Maria Campana in vernacolo ha voluto fare memoria dell’umanità e profilo culturale della professoressa Ferraro con questi versi:
T’haiju canusciujutu ‘e poc’, ma tant’ m’ è avastat’/a mme fare capire ‘e tija ogn’ mpruntat’:/rúcija cumu nu crustul’ammelat/e ricc’ ‘e passi ca ntr’ a vit’ ha rat/vrazz’ e na ment’ – ca cingijan’ar’ oggnun,/a cchin’avija bisogn’, ma ‘e cchiju’ a ri guagnun/ppe’ llor ha rat’u core e cchiju’ e chidd’ c’ avij/e a tutt’, ar’ un’ ar’un’ l ‘ mis a ggiusta vija./Sempre ccu ru sorriso e mmai nnu sgarb’a nudd;/decisa ccu ra capa, ma e mod’ e ggest’bedd’/e cchine t’ ha ppisat, nn’ ha bbist’ u gran valore/C’ a munnu nun’c’è orifice ca ti po’ bbalutar’…/U Professor’ ha ditta:” è stata donn’e scelt'”/er’ iju cc’accucchiju e ddicu: “pecchí fimmina sperta”/cchi tti putijanu rare bilanci e rendicont’/rispetto a ssiminat’, a man tis e pont’?/U crijaturini tuu ‘e tija nne va onurat’/grazie all’ insegnamenti ca ricchi l’ha lassat’;/marititta unn’ è ssul’, ca tu nna guid’ i pass:/ti trov’ a ogni pitazz, senza ca tu cci buss/cca cc’ ha lassat’ i gest’ e tutt’ u tuu ntempijat/chine t’ ha ccanusciujt,/ti cijancija e tt’ha cijancijut’;/e nnue chi ntra su ijurn’/’ nchijovam ‘e tija u ricord,/sentimu cca cci si’, rir’ ccu nue d’accord’/piij’ a tutt’ ppe ra man e nni continu’ a ddir’/ppe’ umana dignità, cum ni cumpurtar’.
Ma i veri protagonisti della mattinata sono stati le studentesse e gli studenti, i docenti e le docenti, quel mondo a cui la professoressa Ferraro apparteneva al quale aveva dedicato la propria vita professionale.
Alla cerimonia era presente anche la famiglia Ferraro-Avena.
Anna Maria Ferraro è scomparsa prematuramente nel gennaio scorso, lasciando un vuoto profondo nel cuore di chi ha avuto la fortuna di conoscerla. Nata a Longobucco e residente a Corigliano-Rossano, aveva percorso con dedizione una strada fatta di studio, passione e amore per l’insegnamento. Laureata in Economia e poi in Scienze dell’Educazione, si era abilitata al sostegno per studenti con bisogni speciali, trasformando ogni lezione in un gesto di cura, di ascolto, di rispetto. Era docente dell’Istituto ITE-Liceo scientifico di Cariati-Mirto.
