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A Catanzaro il ricordo di Giovanni Palatucci, “Giusto tra le Nazioni”, morto per salvare migliaia di ebrei dalla persecuzione nazista

La Questura di Catanzaro ha ricordato stamani il sacrificio di Giovanni Palatucci, il questore di Fiume, “Giusto tra le Nazioni”, morto il 10 febbraio 1945 nel campo di concentramento nazista di Dachau dopo aver salvato migliaia di ebrei dalla persecuzione nazista. La cerimonia si è svolta nel Parco della Biodiversità Mediterranea alla presenza di autorità civili e militari, tra cui i colonnelli dell’Arma dei carabinieri e della Guardia di finanza, il comandante provinciale dei Vigili del fuoco, il presidente dell’Associazione “Giovanni Palatucci”, rappresentanti delle organizzazioni sindacali e dell’Associazione nazionale della Polizia di Stato.

A nome del Capo della Polizia è stata deposta una corona di fiori alla base dell’albero di ulivo e del monumento dedicato alla memoria di Palatucci, collocati all’interno del Parco. Dopo la benedizione del cappellano della Polizia don Alessandro Nicastro, ha preso la parola Rabbi Barbara Aiello, la prima donna rabbina liberale in Italia, fondatrice di una delle poche sinagoghe del Sud Italia, a Serrastretta.

Nel suo intervento rivolto all’antisemitismo, ha portato la testimonianza di una donna ebrea che ha avuto la fortuna di incontrare il commissario Palatucci, ricordandone il coraggio e i suoi profondi valori. Ha concluso con un canto ebraico prima di lasciare la parola al prefetto e al questore di Catanzaro che hanno ricordato la figura di Palatucci, sottolineandone i meriti e il sacrificio, esempio di altissimo valore umano e professionale, quale poliziotto che ha dedicato la propria vita all’affermazione di un mondo più giusto.

Il questore ha inoltre voluto rendere omaggio alla memoria di Mario Finocchiaro, già questore di Catanzaro, che nel 2021 promosse la piantumazione dell’albero di ulivo e la realizzazione del monumento dedicato a Palatucci. “Ricordare Giovanni Palatucci – ha detto – significa riaffermare i valori fondanti della nostra Istituzione: il rispetto della persona, la legalità vissuta come servizio, il coraggio morale anche nelle circostanze più difficili. Il suo esempio continua a indicare la strada a ogni appartenente alla Polizia di Stato, ieri come oggi”.

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