All’interno della rassegna “Caudex Oltre”, curata e diretta da Sabrina Pugliese, è stata presentata al Teatro Grandinetti l’antologia bilingue “Un’orchidea ora splende nella mano. Poesie scelte 1932-1960”. Un’opera che mira a restituire la complessità e la bellezza dei versi di Lorenzo Calogero, troppo a lungo rimasti ai margini del dibattito culturale ufficiale.
Nino Cannatà, nel suo doppio ruolo di editore e curatore, ha aperto l’incontro sottolineando come la promozione della poesia sia l’unica arma efficace per coinvolgere i giovani e riscattare una vicenda editoriale tormentata. Questa nuova edizione recupera non solo le poesie già note, ma anche riflessioni e disegni inediti estratti dai quaderni manoscritti di Calogero. Il volume vanta inoltre la prefazione dello scrittore Aldo Nove e un’opera di Emilio Isgrò in copertina.
“Un’orchidea ora splende nella mano. Poesie scelte 1932-1960” ha una storia affascinante che attraversa l’oceano; infatti, riprende e amplia il lavoro uscito originariamente in inglese nel 2015 a New York con la traduzione di John Taylor.
Il dibattito critico, arricchito dal contributo del professore Luigi Tassoni ha permesso di inquadrare Lorenzo Calogero non come un semplice autore regionale, ma come un poeta dal respiro europeo. Tassoni ha raccontato di come la biblioteca personale del poeta testimoni la statura di un grande lettore capace di assorbire il meglio della lirica internazionale. Quella di Calogero è una scrittura coraggiosa e difficile, che rifiuta la memoria come semplice alibi nostalgico per affrontare invece un corpo a corpo quotidiano con il nulla e con l’ossessione per una figura femminile continuamente invocata. Toccante è stato il racconto della dedizione assoluta di Calogero alla parola, egli scriveva su quaderni scolastici con una continuità di pensiero che lo portava a tentare, a correggere e a strappare febbrilmente le pagine che scriveva. Questo rigore, questa deidizione per la parola, lo portò a dialogare con figure del calibro di Vittorio Sereni e Leonardo Sinisgalli, con il quale strinse un’amicizia profonda basata su una comune sensibilità poetica che lo accompagnò fino alla morte, avvenuta il 25 marzo del 1961.
La serata ha preso vita grazie alle letture di Sabrina Pugliese e all’accompagnamento musicale del chitarrista Vittorio Viscomi, che hanno permesso alle parole di Calogero di “ribollire” e liberarsi, mentre sullo schermo scorrevano i fotogrammi dei suoi manoscritti autografi e dei suoi disegni. In chiusura, il direttore artistico Sabrina Pugliese ha ribadito l’importanza etica di questa operazione culturale, dichiarando quanto sia fondamentale restituire oggi Lorenzo Calogero alla collettività. All’interno della visione di “Caudex Oltre”, Calogero emerge come una voce libera, che rappresenta le nostre radici più autentiche e che finalmente arriva, e deve arrivare, al cuore di tutti.
