Agorà
 

Successo per la prima edizione di Tarsia Borgo in Festival

Costruire una nuova narrazione del Sud inteso non più come problema ma come soluzione. Invertire lo sguardo partendo dai luoghi, dai paesi spopolati, dalle aree interne o marginalizzate, dalle periferie. Valorizzare le esperienze di rigenerazione sempre più diffuse nei borghi d'Italia. Pretendere politiche attente alla varietà territoriale che contraddistingue positivamente il nostro Paese.

Di questo e tanto altro si è discusso durante le quattro serate di Tarsia Borgo in Festival, evento organizzato dall'Associazione culturale "Luci nelle Grotte" con il patrocinio del Comune di Tarsia. "Siamo fieri e soddisfatti del lavoro fatto e della risposta del pubblico: vedere la piazza piena ogni sera è segno che in questi anni abbiamo seminato e che il paese è attento al teatro e alla cultura", ha dichiarato il direttore artistico Flavio Casella, chiamando sul palco tutto lo staff (nella foto). "Noi siamo nati come compagnia amatoriale ma sosteniamo il teatro fatto dai professionisti, soprattutto in periodi di crisi come quello che stiamo attraversando". Gli artisti coinvolti sono di alto livello. Saverio La Ruina, miglior attore al premio Ubu 2012, ha portato in scena il suo "Italianesi", confessando l'emozione di esibirsi a due passi dal campo di Ferramonti, che è stato per lui fonte di ispirazione durante la scrittura del testo. Stessa emozione per Rossella Pugliese, attrice di origini calabresi, che ha portato in scena il suo "Rusina" in dialetto, uno spettacolo intimo e allo stesso tempo divertente, interpretato con un'energia trascinante. Intenso Roberto D'Alessandro in "Terroni": originario di Montalto, l'attore vive a Roma ma torna spesso in Calabria per raccontare la storia "non ufficiale" dell'Unità d'Italia, quella scritta dai vinti.

Ma il Festival di Tarsia non è stato solo teatro. Dal saggio, alla poesia, al romanzo, i libri hanno riempito di contenuto le serate, attraverso gli incontri con gli autori introdotti dalla giornalista Daniela Ielasi: "Il male del nord" con Pino Aprile, "La cura dello sguardo" con Franco Arminio, "Non questa volta" con Katia Colica, "Manifesto per riabitare l'Italia" con Mimmo Cersosimo. Un giornalista e fondatore di un movimento politico, un poeta paesologo, un'urbanista scrittrice, un economista e docente universitario: con stili e linguaggi diversi, gli ospiti hanno stimolato la riflessione, la memoria, la consapevolezza, la curiosità dei partecipanti.

L'evento è stato infine un'occasione per conoscere meglio Tarsia: la passeggiata poetica guidata da Arminio, ha rivelato un volto inedito del borgo, segnato da abbandoni e riconquiste, cuore pulsante di una comunità che prova coraggiosamente a innovarsi. Esperimento più che riuscito per una prima edizione.