La lettera dell’avvocato Nostro al Dispaccio: “La verità sul ricorso vincente contro il Messina”

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Dall’avvocato Alessandro Nostro, riceviamo e pubblichiamo integralmente:

In qualità di professionista che assiste e tutela gli interessi delle parti coinvolte nelle vicende giudiziarie e sportive richiamate nell’intervento del 02.05.2026, dal titolo “Reggina, la figuraccia finale: il Tribunale Federale dichiara inammissibile il ricorso contro il Messina”, a firma del giornalista Paolo Ficara ed ospitato su questa testata, si rende opportuno e necessario un intervento di chiarezza, al fine di sgombrare il campo da qualsiasi travisamento o definizione impropria.

L’articolo in questione, si è rivelato non solo del tutto infondato, ma clamorosamente
smentito dai fatti. Chi non è un operatore del diritto e dimostra di non sapere di cosa parla si avventura in definizioni assurde, arrivando a etichettare come una sorta di “scherzi a parte” un’azione tecnica seria e rigorosa.

La realtà dei fatti, cristallizzata dai provvedimenti ufficiali, racconta ben altro: il ricorso
promosso a maggio non era altro che un preciso espediente procedurale volto a sollecitare
l’intervento della Procura Federale alla luce delle oltre 500 violazioni commesse dalla compagine peloritana. Un’iniziativa che ha trovato pieno e inequivocabile riscontro negli esiti, avendo le denunce e le doglianze portate avanti trovato totale accoglimento e portato alla pesante penalizzazione di -20 punti irrogata dal Tribunale Federale Nazionale al Messina.

La tutela dei diritti dei propri assistiti e il rigoroso rispetto delle regole non costituiscono mai “operazioni di disturbo” o “baruffe”, bensì l’esercizio doveroso di un mandato professionale svolto con il massimo rigore tecnico, lontano da logiche di parte o da narrazioni mediatiche prive di competenza.

Le decisioni assunte nelle sedi competenti rispondono unicamente all’applicazione delle
norme e alla tutela di posizioni giuridiche soggettive meritevoli di protezione. Ogni tentativo di svilire l’attività difensiva o di ignorare l’esito inequivocabile dei procedimenti restituisce una rappresentazione distorta dei fatti e del lavoro quotidiano degli operatori del diritto.

Con l’auspicio che il dibattito pubblico e giornalistico possa mantenersi d’ora in poi nell’alveo del rigore informativo e del rispetto della verità processuale, si affida alla presente la ricostruzione oggettiva della posizione assunta, ribadendo la totale fiducia nell’operato della giustizia.