Appalti pubblici a Reggio Calabria, assolti nove imputati nell’inchiesta sulle infiltrazioni mafiose

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Si chiude con nove assoluzioni il procedimento scaturito dall’inchiesta “Revolvo” della Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria sulle presunte ingerenze della criminalità organizzata nel settore degli appalti pubblici affidati dall’amministrazione comunale di Palazzo San Giorgio.

Il giudice dell’udienza preliminare Cinzia Tropea ha pronunciato una sentenza di assoluzione con la formula «perché il fatto non sussiste» nei confronti di imprenditori edili, professionisti e funzionari comunali finiti sotto indagine in seguito a un’operazione condotta dalla Guardia di Finanza nel 2022.

Al centro dell’indagine investigativa vi era l’ipotesi dell’esistenza di un articolato meccanismo di condizionamento degli affidamenti pubblici, attraverso il quale, secondo l’impostazione accusatoria, l’imprenditoria riconducibile agli ambienti mafiosi sarebbe riuscita a infiltrarsi nel sistema degli appalti del Comune di Reggio Calabria.

La decisione del gup riguarda Serena Assumma, Antonio Mazzone, Surinder Singh, imprenditore di origini indiane conosciuto con il nome di «Giovanni», Francesco Gironda, Filippo Gironda, Giovanni Gironda, Vincenzo Cuzzola, Giancarlo Cutrupi e Alfredo Maria Mesiano.

Nel corso della requisitoria, il pubblico ministero aveva sostenuto la fondatezza delle contestazioni, sollecitando per tutti gli imputati l’emissione di una condanna. Le pene richieste andavano da un minimo di sei anni a un massimo di nove anni e sei mesi di reclusione.

Con la pronuncia assolutoria si conclude il procedimento davanti al giudice dell’udienza preliminare. Per conoscere nel dettaglio le ragioni che hanno portato alla decisione bisognerà attendere il deposito delle motivazioni: il gup ha infatti disposto un termine di 90 giorni.