«A distanza di mesi dall’approvazione all’unanimità della mia mozione in Consiglio Regionale per garantire la sorveglianza sanitaria gratuita ai cittadini residenti nel SIN di Crotone – Cassano – Cerchiara, non abbiamo ancora notizie su quali atti concreti la Giunta abbia adottato per dare corso agli impegni assunti. Per questo motivo ho depositato un’interrogazione regionale urgente: la salute dei nostri cittadini non può finire nei cassetti della burocrazia».
A dichiararlo è la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle, Elisabetta Barbuto, annunciando il deposito dell’atto ispettivo indirizzato al Presidente della Giunta e agli Assessori competenti alla Sanità e all’Ambiente.
«Il quadro è stato ulteriormente chiarito dall’interpellanza parlamentare presentata alla Camera dalle colleghe Baldino e Orrico – prosegue Barbuto – nella quale si ricorda che la Legge di Bilancio (L. 199/2025) ha stanziato ben 4 milioni di euro per il biennio 2026-2027 destinati proprio a programmi di screening per patologie legate all’inquinamento ambientale, indicando prioritariamente i Siti di Interesse Nazionale per le bonifiche. Vogliamo sapere dalla Giunta se ha già avviato le interlocuzioni con il Ministero della Salute e con il MEF per sollecitare il decreto attuativo e fare in modo che una quota importante di queste risorse venga destinata subito al territorio crotonese».
Nel testo dell’interrogazione, la consigliera pentastellata pone poi l’accento sulla recente e preoccupante pronuncia del TAR Calabria in merito alla bonifica dell’area ex industriale.
«La recente sentenza del TAR Calabria, che rischia di riaprire le porte all’ipotesi di realizzare a Crotone una discarica di scopo per lo smaltimento dei rifiuti pericolosi e radioattivi (Tenorm con amianto), ripropone uno scenario inaccettabile di scaricabarile e rimpallo di responsabilità tra il Ministero e la Regione. La Calabria non può e non deve diventare la pattumiera dei veleni della bonifica. Chiediamo al Governatore Occhiuto e alla Giunta di chiarire immediatamente come intendano muoversi sul piano legale e se intendano difendere in ogni sede giudiziaria – a partire dal ricorso al Consiglio di Stato – l’efficacia e il rigore del vincolo del PAUR del 2019, che vieta il conferimento di tali scorie sul nostro territorio. Crotone e i crotonesi hanno già pagato un prezzo troppo alto in termini di ambiente e di vite umane: pretendiamo risposte immediate, screening gratuiti e una bonifica vera, fatta portando i rifiuti fuori dalla Calabria», conclude la consigliera Barbuto.
